Pubblicato il: 13/01/2020
Il logo del programma Horizon 2020

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Sono cinque i progetti di ricerca a cui partecipa l’Università Statale di Milano, finanziati dal programma Horizon 2020 “Societal Challenge 1” 2019 e relativi ad attività di ricerca nei campi “Health, Demographic change and wellbeing”.

I progetti, che vedono l’Ateneo milanese nella veste di coordinatore o partner, hanno ottenuto un finanziamento complessivo di oltre 3,5 milioni di euro e che segnano, per Università Statale, un nuovo importante risultato con il 20% dei progetti presentati ammessi alla call Societal Challenge 1, contro una media pari al 12%.

L’Università Statale, in particolare, sarà coordinatrice per i progetti BD4QoL "Big data and Artificial Intelligence for monitoring health status and quality of life after  cancer treatment" guidato da Lisa Licitra, docente del dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia, e NSC-Reconstruct, guidato da Elena Cattaneo del dipartimento di Bioscienze.  RECOGNISED  “Retinal and cognitive dysfunction in type 2 diabetes: unraveling the common pathways and identification of patients at risk of dementia” (referente Tiziana Borsello, dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari), MindBot “Mental Health Promotion of Cobot Workers in Industry 4.0” (referente Antonella Delle Fave, dipartimento di Fisiopatologia medico-chirurgica e dei trapianti), e DIAMONDS (referente Rolando Cimaz, dipartimento di Scienze cliniche e di comunità) sono, invece, i tre progetti finanziati che vedono l’Ateneo nel ruolo di partner.

BD4QoL

Guidato da Lisa Licitra, docente di Oncologia medica, il progetto BD4QoL “Big data and Artificial Intelligence for monitoring health status and quality of life after cancer treatment” coinvolge 13 partner e si pone l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone colpite dal tumore della testa e del collo, una forma particolarmente aggressiva con un impatto spesso devastante su aspetto fisico, funzioni fisiologiche, stato psicologico e qualità della vita.

Negli ultimi decenni, il numero di sopravvissuti al carcinoma della testa e del collo (HNC) è aumentato: è pertanto fondamentale una sorveglianza permanente. Gli attuali piani di assistenza si concentrano essenzialmente sulle condizioni funzionali e di salute dei soggetti trattati, mentre gli aspetti collegati alla qualità della vita sono spesso trascurati a causa delle difficoltà di raccolta dati.

Con il progetto BD4QoL, il team di ricerca coordinato dalla professoressa Licitra punta proprio alla raccolta di indicatori della qualità della vita di pazienti sopravvissuti al carcinoma della testa e del collo.

Combinando Intelligenza Artificiale e Big Data raccolti con dispositivi mobili di uso comune in con dati clinici, omici e socio-economici multi-source e con gli esiti riferiti dai pazienti, il gruppo di ricerca può così monitorare la persona e impostare un piano di follow-up che consenta di profilarli per una futura assistenza personalizzata.

L'analisi degli indicatori della qualità della vita raccolti nel tempo, infatti, consentirà di rilevare tempestivamente i rischi, prevenire gli effetti a lungo termine della terapia e informare pazienti e caregiver circa gli interventi personalizzati.

NSC-Reconstruct

Con NSC-Reconstruct – “Novel Strategies for Cell-based Neural Reconstruction”, l'Università degli Studi di Milano, con il gruppo di Elena Cattaneo, docente di Farmacologia, ottiene per la terza volta consecutiva il coordinamento di un consorzio europeo nel campo della medicina rigenerativa per le malattie neurodegenerative con la possibilità di amplificare ulteriormente le conoscenze acquisite nei due progetti precedenti: il consorzio Neurostemcell (FP7, 2008-13) e Neurostemcellrepair (FP7, 2013-17). 

NSC-Reconstruct riunisce 13 enti tra Università, centri di ricerca, industrie e PMI di sei paesi europei e si pone l'obiettivo di far fronte ai problemi che derivano dalle lesioni cerebrali che colpiscono i pazienti di malattie neurodegenerative, le cui esigenze da un punto di vista clinico sono, ad oggi, senza risposta. Il progetto si concentra quindi sullo sviluppo di strategie in grado di sostituire o riprogrammare le cellule danneggiate e di ricostruire i circuiti lesi a partire dalle cellule staminali embrionali umane. Focus del consorzio NSC-Reconstruct è la malattia di Parkinson, ma il gruppo lavorerà anche per mettere a punto strategie per la riparazione di reti cerebrali più complesse come quelle colpite nella malattia di Huntington e per il ripristino di danni alla corteccia cerebrale in seguito a traumi o ictus.

In questo settore della biomedicina è proprio la ricerca europea ad aver fatto da pioniere: grazie alle conoscenze acquisite negli ultimi 15 anni, sviluppate e potenziate anche dalle ricerche promosse dai tre consorzi coordinati dalla Statale, e ai prodotti oggi disponibili derivati dalle cellule staminali embrionali umane, stanno per essere avviate le prime sperimentazioni cliniche per la malattia di Parkinson. Con il consorzio NSC-Reconstruct la ricerca del settore si prefigge di andare oltre la sostituzione di un singolo tipo neuronale per mettere a punto strategie di sostituzione delle cellule del sistema nervoso centrale utilizzando cellule potenziate e immuno-tolleranti.

RECOGNISED

Il progetto RECOGNISED “Retinal and cognitive dysfunction in type 2 diabetes: unraveling the common pathways and identification of patients at risk of dementia”, con la partecipazione di 21 enti consorziati, vede l’Università Statale partner con il gruppo di Tiziana Borsello, docente di Anatomia umana.

Lo studio si concentra sulla relazione tra diabete di tipo 2 e malattia di Alzheimer. Numerosi studi epidemiologici hanno, infatti, dimostrato come i pazienti con diabete di tipo 2 abbiano un rischio significativamente più elevato di sviluppare la malattia di Alzheimer rispetto a soggetti non diabetici. In particolare, è stato provato che la degenerazione retinica è un evento precoce sia nella retinopatia diabetica che nella patogenesi dei pazienti affetti da Alzheimer, risultati che hanno portato a ipotizzare meccanismi patogenetici comuni tra il diabete di tipo 2 e l’Alzheimer, con processi neurodegenerativi della retina molto simili a quelli del cervello.
I ricercatori del progetto RECOGNISED cercheranno quindi di “scovare” proprio meccanismi patogenetici comuni alle due malattie e le molecole chiave, per identificare nuovi bersagli terapeutici correlati alla degenerazione sia della retina (per il diabete di tipo 2) che del cervello (nel caso dell’Alzheimer).

Il laboratorio di Morte neuronale e Neuroprotezione guidato dalla professoressa Borsello, in particolare, si occuperà di analizzare i meccanismi molecolari di neurodegenerazione sia della retina che del cervello, di identificare le molecole chiave in tali processi e procedere poi al disegno di inibitori specifici per prevenire tale degenerazione.

Significative, infine, le ricadute del progetto RECOGNISED sia per il miglioramento dell’assistenza sanitaria al paziente, sia per la riduzione degli oneri economici legati alla compromissione cognitiva e alla demenza.

MindBot

Il progetto MindBot “Mental Health Promotion of Cobot Workers in Industry 4.0” con la partecipazione di nove enti partner tra cui il gruppo di ricerca dell’Università Statale diretto da Antonella Delle Fave, docente di Psicologia generale – mira a sviluppare nuove tecnologie e modelli organizzativi che possano essere utilizzati dalle piccole e medie imprese (PMI), che nella sola Unione Europea impiegano il 58% dei lavoratori del settore manifatturiero e permetterne, così, la transizione alla fase 4.0.

MindBot pone al centro il tema della salute mentale del lavoratore nello sviluppo di tecnologie di automazione, per fare in modo che la tecnologia diventi strumento di promozione di esperienze positive per il lavoratore, al di là dell’incremento della produttività e della performance, attraverso l’implementazione di meccanismi di bilanciamento tra difficoltà del compito e capacità individuali.

Il team di progetto riunisce partner di diversa provenienza – accademica, clinica e industriale – chiamati a studiare aspetti tecnologici, relazionali e organizzativi del lavoro basato sull’uso di cobot, i robot collaborativi che supportano e sgravano l’operatore umano durante un processo lavorativo.

Utilizzando indicatori soggettivi e oggettivi (misure di autovalutazione e sensori) il gruppo di ricerca, che comprende partner con specifiche competenze in psicologia, organizzazione aziendale, neuroriabilitazione, interfaccia cobot-operatore umano e tecniche di misurazione della salute mentale, oltre a una delle maggiori aziende europee produttrici di cobot e a un ente di tutela della sicurezza sul lavoro – identificherà fattori di protezione e di rischio per la salute mentale durante l’attività con i cobot, con una specifica attenzione all’impiego dei cobot che faciliti  l’inserimento lavorativo di persone con diagnosi di disturbi dello spettro autistico.

DIAMONDS

Il progetto DIAMONDS coinvolge 28 partner europei, tra cui il gruppo di ricerca diretto da Rolando Cimaz, docente di Reumatologia, e mira a disegnare un modello di diagnosi e cure personalizzate su cui poter migliorare l’organizzazione dell'assistenza sanitaria a livello europeo per la previsione, prevenzione e trattamento di patologie con un forte impatto sociale come malattie infiammatorie, febbrili e patologie rare.

Attraverso l’utilizzo di sistemi di Big Data e High Performance Computing, il coordinamento tra autorità ed enti sanitari (ospedali, altre strutture sanitarie, autorità di sanità pubblica, assicurazioni) e il coinvolgimento di rappresentanti dei pazienti e partner di paesi in cui sia in corso una riforma del sistema sanitario, il progetto DIAMONDS lavorerà principalmente allo sviluppo di una tassonomia molecolare di patologie infettive e infiammatorie, costruendo inoltre una firma personalizzata utilizzabile anche a livello diagnostico.

Il progetto – in cui il gruppo di ricerca diretto dal professor Cimaz si occuperà di raccolta dei campioni biologici, analisi dei dati e costruzione dei modelli da testare - si inserisce in un contesto in cui è già stata istituita un’ampia banca dati europea di RNA che il team di DIAMONDS andrà ora ad ampliare per giungere a una firma minima di trascritti valida per tutte le malattie infiammatorie e infettive e all’ulteriore sviluppo e validazione di piattaforme tecnologiche per la disponibilità rapida di queste firme trascrittomiche.

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