Pubblicato il: 10/10/2019
Il "tesoro" di Bedriacum in mostra al Visitors Centre di Calvatone - Foto dipartimento Beni culturali

Il "tesoro" di Bedriacum in mostra al Visitors Centre di Calvatone - Foto dipartimento Beni culturali

Successo di pubblico - il 6 ottobre - per "Sopravvivere alla crisi", l'esposizione temporanea presso il Visitors Centre di Calvatone-Bedriacum, in provincia di Cremona, centro per la divulgazione delle ricerche e degli scavi archeologici dell'Università Statale di Milano sull'area.

In mostra, per la prima volta, dopo un accurato restauro, il "tesoro" che un anno fa gli archeologi della Statale, guidati da Maria Teresa Grassi, docente di Archelogia classica al dipartimento di Beni culturali e ambientali, hanno scoperto sul sito archeologico di epoca romana di Bedriacum, nei pressi del paese di Calvatone, importante sito di epoca romana su cui lavorano da anni i ricercatori dell'Ateneo milanese.

 

Un momento della presentazione al Visitors Centre di Calvatone - Foto dipartimento Beni culturali

Un momento della presentazione al Visitors Centre di Calvatone - Foto dipartimento Beni culturali

L’iniziativa, organizzata dall'Università degli Studi di Milano in collaborazione con Human Lab – Università IULM, nell'ambito del progetto "Il racconto dell’archeologia 3.0: tecnologie innovative per la ricerca e la valorizzazione a Calvatone romana" e a cui hanno partecipato anche il sindaco di Calvatone, Valeria Patelli, e il direttore della Soprintentendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cremona, Lodi e Mantova, Gabriele Barucca, è stata arricchita dalla presenza degli archeologi della Statale, con gli interventi di Lilia Palmieri e Stefano Nava, e da una serie di "conferenze interattive" e diverse attività aperte alla cittadinanza.  

Il "tesoro" poco dopo il rinvenimento sul sito di Bedriacum

Il "tesoro" poco dopo il rinvenimento sul sito di Bedriacum

Il ripostiglio di monete, databili all'età di Gallieno, imperatore tra il 253 e il 268 d.C., è stato scoperto nell’ambito della campagna di scavi del maggio 2018. Si compone di 144 monete nascoste sul fondo di un vaso in ceramica e mai più recuperate dal suo proprietario in un momento di gravissima crisi, politica e militare, dell'Impero Romano. Il ritrovamento, dall'alto valore storico e archeologico - per aver permesso di formulare una nuova interpretazione storica del sito consiste, in particolare, in un gruzzolo di "antoniniani", moneta introdotta dall'imperatore Caracalla, all'inizio del 3° secolo d.C.

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