Pubblicato il: 23/02/2026
Uno scorcio della sede di via Festa del Perdono dell'Università Statale

Uno scorcio della sede di via Festa del Perdono dell'Università Statale

L’Università degli Studi di Milano ha approvato il nuovo Codice di comportamento, in vigore dal 21 febbraio 2026, che definisce la natura, le finalità e l’ambito di applicazione delle regole cui il personale è tenuto ad attenersi nello svolgimento del servizio, nei rapporti privati e nei rapporti con il pubblico. 
 

Il Codice rivisto evidenzia i valori condivisi nella comunità accademica, rafforza i principi di integrità e trasparenza e introduce importanti aggiornamenti sull’uso corretto delle tecnologie, dei mezzi di informazione e dei social media, in linea con il d.P.R. 81/2023. Tra le principali novità: attenzione a sostenibilità ambientale e tutela del personale da discriminazioni e molestie.

Uso corretto delle tecnologie

Sono state recepite e integrate le novità introdotte dal d.P.R. 81/2023, che ha aggiornato il Codice di comportamento nazionale (d.P.R. 62/2013) introducendo disposizioni specifiche sul corretto utilizzo delle tecnologie informatiche, dei mezzi di informazione e dei social media da parte dei dipendenti pubblici, con l’obiettivo di tutelare l’immagine e il buon andamento della pubblica amministrazione (artt. 13 e 14 del Codice di comportamento). Grazie a tale aggiornamento, il nuovo Codice di Ateneo si allinea alle più recenti prescrizioni in materia di comportamento digitale, trasparenza, responsabilità amministrativa e integrità, rafforzando gli obblighi già previsti e rendendo più chiari doveri e cautele nell’uso degli strumenti informatici e dei canali comunicativi, compreso l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale.

Tutela dell’ambiente

Un articolo completamente dedicato alla tutela dell’ambiente e all’uso responsabile delle risorse, che promuove comportamenti sostenibili, il risparmio energetico, la riduzione degli sprechi e una gestione più consapevole dei materiali e degli spazi. Si tratta di una innovazione di grande rilievo, assente nel Codice del 2015, che riconosce la sostenibilità come valore condiviso e parte integrante dell’identità dell’Ateneo (art. 15 del Codice di comportamento).

Tutela del personale

Il nuovo Codice dedica un intero articolo alla tutela del personale contro discriminazioni, molestie, mobbing e situazioni di disagio lavorativo, assumendo un impegno chiaro e forte per la creazione di un ambiente di lavoro rispettoso, inclusivo e attento al benessere psicofisico delle persone. Questa disposizione, anch’essa non presente nel Codice precedente, rappresenta un passo avanti determinante nella promozione di relazioni professionali sane, nella valorizzazione delle differenze e nella prevenzione di comportamenti lesivi della dignità individuale (art. 16 del Codice di comportamento).

Il nuovo Codice conferma, rafforza e rende ancora più chiara l’impostazione delle regole già note al personale - dalla disciplina dei regali alla gestione dei conflitti di interesse, dal corretto utilizzo delle risorse ai doveri di trasparenza - offrendo una formulazione più nitida e sistematica che consolida il quadro dei comportamenti attesi (si vedano gli artt. 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 17 e 18 del Codice di comportamento). Agli inizi del mese di aprile, tali dichiarazioni potranno essere rese anche attraverso una procedura digitale dedicata, dotata di protocollazione automatica, che renderà gli adempimenti più semplici e tracciabili.

Tutti i materiali sono disponibili nella pagina web dedicata: testo completo del Codice, esiti della consultazione pubblica, prospetto degli obblighi informativi e relativi moduli per le comunicazioni.
Agli inizi del mese di aprile sarà attiva anche la procedura digitale per l’invio delle dichiarazioni.

In particolare, è presente un riepilogo della consultazione svolta dall’11 settembre al 1° ottobre 2025, che include tutte le osservazioni pervenute da coloro che intrattengono rapporti di studio o di lavoro con l’Ateneo, insieme all’analisi condotta dalla scrivente sui contributi ricevuti. Parte delle osservazioni è stata recepita nella versione del Codice poi sottoposta agli Organi nel dicembre 2025. Inoltre, lo schema di Patto di integrità è stato modificato limitatamente alla parte in cui sono richiamati gli estremi del Codice.