Pubblicato il: 11/06/2026
AlmaLaurea 2026: la Statale più internazionale e con tassi occupazionali in crescita

AlmaLaurea 2026: la Statale più internazionale e con tassi occupazionali in crescita

Nell’ultimo rapporto occupazionale AlmaLaurea 2026 l’Università degli Studi di Milano  si posiziona sopra la media lombarda per la maggior parte degli indicatori di qualità degli studi, soprattutto per performance accademiche (età media e voto di laurea), internazionalizzazione e coerenza tra gli studi effettuati e il percorso lavorativo intrapreso dai laureati.

Dal punto di vista occupazionale la Statale vanta tassi elevati - in aumento rispetto allo scorso anno - e retribuzioni superiori alla media nazionale, confermando la competitività dell’Ateneo in un contesto regionale dinamico e in evoluzione, caratterizzato da modelli formativi sempre più diversificati (oltre un terzo dei laureati lombardi proviene da università telematiche).

«I dati AlmaLaurea rafforzano il ruolo della Statale come ateneo attrattivo e competitivo a livello internazionale, capace di coniugare qualità della formazione e solidità degli sbocchi occupazionali. Particolarmente significativo è il risultato sull’internazionalizzazione, soprattutto nei percorsi magistrali, che testimonia l’impegno dell’Ateneo nel rafforzare la propria apertura globale.

Allo stesso tempo, l’elevato livello delle performance accademiche e la coerenza tra gli studi e il lavoro evidenziano la qualità dei percorsi formativi offerti. Continuiamo a investire per rafforzare il legame tra formazione, ricerca e mondo del lavoro, con l’obiettivo di assicurare ai nostri laureati un percorso sempre più qualificato e aderente a un contesto in rapida evoluzione» osserva la Rettrice Marina Brambilla.

PROFILO DEI LAUREATI

Nel 2025 si sono laureati alla Statale di Milano 11.601 studenti, dei quali 6.522 con il primo livello, 3.667 magistrali e 1.412 a ciclo unico.

I laureati con cittadinanza estera rappresentano il 7,7% (il 4% nelle lauree triennali e il 15,6% nelle magistrali biennali) mentre il 17,8% dei laureati proviene da fuori regione (il 14,6% nelle triennali e il 24,7% nelle magistrali). Rispetto al contesto lombardo la Statale rappresenta un polo più attrattivo per studenti internazionali (a livello regionale sono il 4,8%), e il divario quasi raddoppia per la formazione magistrale (15,6% vs 8,5% in Regione). Un risultato che conferma l’attrattività dell’Ateneo milanese soprattutto nella formazione avanzata, in un contesto competitivo a livello nazionale e internazionale.

Il 74% dei laureati di primo livello e il 68,3% dei magistrali biennali provengono da un liceo, mentre il 16,7% possiede un diploma tecnico e i rimanenti un diploma professionale o un titolo estero. L’Ateneo attrae maggiormente i liceali rispetto alla media lombarda del 63,6%.

L’età media alla laurea è 25,7 anni (inferiore al dato lombardo del 28,6%), nello specifico di 24,6 anni per il primo livello e di 27,5 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.

Il 61,8% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 60,0% tra i triennali e il 66,5% tra i magistrali biennali.

Il voto medio di laurea è 103,4 su 110 (media lombarda di 98,8): 100,9 per i laureati di primo livello e 107,3 per i magistrali biennali.

Il 54,7% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è il 54,4% tra i laureati di primo livello e il 56,3% tra i magistrali biennali (valore, quest’ultimo, che cresce al 73,5% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel precedente triennio).

Il 12,1% dei laureati ha effettuato un’esperienza di studio all’estero (in Lombardia l’8,5%), soprattutto Erasmus: il 9,5% per i triennali e il 15,9% per i magistrali biennali (quota, quest’ultima, che sale al 21,8% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel precedente triennio).

Il 75,2% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 76,7% tra i laureati di primo livello e il 75,4% tra i magistrali biennali.

Per quanto riguarda la soddisfazione dei laureati, l’87,6% si ritiene soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso, l’88,2% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente, l’83,7% dei laureati si dichiara soddisfatto delle attività didattiche svolte e l’81,5% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. 

Il 67,7% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso in Statale, mentre l’11,4% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso. 

 

Almalaurea 2026

Almalaurea 2026

PROFILO OCCUPAZIONALE

Il 56,9% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo con un corso magistrale.

Il 40,7% dei laureati triennali che ha scelto di non proseguire gli studi, a un anno dalla laurea, hanno un tasso di occupazione dell’82,9% (dato superiore alla media nazionale dell’81,2% e in crescita rispetto al dato dello scorso anno, 80,2%). 

Il 40,2% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, il 21,3% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato, mentre l’11,6% svolge un’attività in proprio. Il 15,0% degli occupati lavora part-time.

La retribuzione è in media di 1.511€ mensili netti, superiore alla retribuzione media nazionale di 1.491€.

Il 58,8% degli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto, rispetto al 53,6% a livello regionale.

Tra i laureati di secondo livello il tasso di occupazione è dell’84,7% (84,1% tra i magistrali biennali e 86,4% tra i magistrali a ciclo unico), un punto percentuale in più rispetto allo scorso anno.

Il 23,6% degli occupati può contare su un contratto a tempo indeterminato, il 22,3% su un contratto a tempo determinato, mentre l’8,8% svolge un’attività in proprio.

Il lavoro part-time coinvolge complessivamente il 12,3% degli occupati.

La retribuzione è in media di 1.515€ mensili netti, superiore alla retribuzione media nazionale di 1.495€.

Il 67,2% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo, rispetto al 65,9% a livello regionale.

A cinque anni il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello è pari al 95,3%; anche questo dato cresce rispetto al 92,6% del 2025.

Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 54,2%, gli occupati a tempo determinato sono il 13,9%, mentre il 15,1% svolge un’attività in proprio. 

Il lavoro part-time coinvolge complessivamente il 5,9% degli occupati.

Le retribuzioni arrivano in media a 1.955€ euro mensili netti (superiore alla retribuzione media nazionale di 1.903€), confermando un consolidamento delle carriere.

Il 72,7% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto. 

Il 62,0% dei laureati è inserito nel settore privato, il 35,3% nel pubblico, il 2,1% lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe l’82,4%, mentre l’industria accoglie il 15,4% degli occupati; l’1,5% lavora nel settore dell’agricoltura. Il 76,3% è occupato in Lombardia, il 15,8% in un’altra regione italiana mentre il 7,3% lavora all’estero.