Sede centrale dell'Università Statale di Milano
Perché principi come razionalità, universalismo e uguaglianza, a lungo considerati acquisiti nelle società occidentali, sono oggi sempre più contestati? Da questa domanda prende avvio “Anti-illuminismo. Nella storia e nei tempi presenti”, il ciclo di 18 incontri promosso dall’Università Statale di Milano e dalla Casa della Cultura, in programma dal 30 settembre 2026 al 4 febbraio 2027.
“La lunga e feconda collaborazione che lega l’Università Statale alla Casa della Cultura rappresenta un modello virtuoso di come l’alta formazione accademica e la società civile possano e debbano dialogare – sottolinea la rettrice Marina Brambilla -. Questo nuovo percorso comune, in particolare, dedicato all’ Anti-illuminismo, risponde a un'urgenza che va ben oltre la pur legittima curiosità accademica e che trova piuttosto il proprio senso profondo nella attualità dei nostri giorni. Senza la consapevolezza di come le idee si sono formate, scontrate e trasformate nel tempo, rimaniamo disarmati di fronte alle complessità della contemporaneità”.
L’iniziativa prende il via il 30 settembre alle 15.30 nella Sala Malliani dell’Università Statale (via Festa del Perdono 7) con un incontro affidato a Davide Cadeddu, docente di Storia del pensiero politico. L’anti-illuminismo nasce nel XVIII secolo come reazione critica ai valori dell’Illuminismo e si declina nei secoli successivi in forme diverse di conservatorismo e nazionalismo. Oggi, nell’epoca della globalizzazione, riaffiora nei movimenti populisti e identitari, che mettono in discussione il cosmopolitismo, il relativismo culturale e le istituzioni sovranazionali, interpretati come strumenti di omologazione politica e sociale.
“Questo ciclo di incontri è la prima iniziativa organizzata congiuntamente dalla Casa della Cultura e dalla nostra Università. Ne seguiranno altre, per volontà della Rettrice, nell’ottica di rafforzare il ruolo dell’Università come presidio e promotore di cultura”, spiega Daniela Saresella, docente di Storia contemporanea e tra le ideatrici del progetto.
Alla costruzione del programma hanno contribuito studiosi, studiose e intellettuali con competenze diverse: Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura, i filosofi e docenti della Statale Elio Franzini e Mario Ricciardi, e la stessa Daniela Saresella. Ciascuno ha proposto temi, prospettive, relatori e relatrici provenienti da ambiti disciplinari differenti. “La maggior parte degli incontri sarà tenuta da docenti della Statale, per sottolineare il ruolo dell’Università come luogo di elaborazione intellettuale capace di confrontarsi con le sfide del presente. Al termine del ciclo intendiamo inoltre realizzare una pubblicazione”, aggiunge Saresella.
Al centro della rassegna vi è la convinzione che si sia progressivamente consolidato un orientamento culturale e politico che mette in discussione i presupposti razionali ed egualitari dell’Illuminismo, recuperando temi e sensibilità riconducibili a una lunga tradizione conservatrice della cultura occidentale.
“La grande questione da cui siamo partiti è capire perché oggi vengano contestati valori che fino a poco tempo fa sembravano scontati - osserva Saresella - Se guardiamo all’Ottocento e al Novecento, il filone anti-illuminista e anti-razionalista non è mai scomparso: è rimasto a lungo in una posizione marginale, ma negli ultimi anni ha acquisito nuova forza. Pensiamo, per esempio, alle posizioni contrarie ai vaccini o alla crescita di fondamentalismi religiosi, anche in ambito cristiano”.
“L’idea di questo ciclo di incontri – spiega a sua volta il direttore della Casa della Cultura, Ferruccio Capelli - nasce dalla volontà di offrire strumenti di comprensione su quello che potremmo chiamare lo ‘spirito del tempo’. Oggi cogliamo segni di uno sguardo che mette in primo piano elementi identitari come ancoraggio al passato, con il rifiuto dell’idea che si possa cambiare le cose guardando avanti. C’è uno sguardo rivolto ostinatamente al passato che rifiuta il cambiamento progressivo della società. Per capire tutto questo, pensiamo che si debba scavare nel passato per conoscere le radici di una cultura che ha sempre accompagnato i processi storici”.
“Questo ciclo di incontri – sottolinea ancora Capelli – è il frutto di un’importante sinergia tra la Statale e la Casa della Cultura. Ringrazio la Rettrice per aver voluto instaurare questo rapporto per noi importantissimo. Milano è una grande città universitaria e l’Università degli Studi di Milano è uno degli Atenei più importanti e raccoglie al suo interno energie intellettuali straordinarie, siamo davvero lieti di poter avviare questa collaborazione”.
Il programma è articolato in tre sezioni: “Dopo la Rivoluzione francese”, “Le ondate dell’anti-illuminismo nel XX secolo” e “XXI secolo: il ritorno dell’anti-illuminismo”. I primi due incontri si svolgeranno all’Università Statale, mentre i successivi saranno ospitati alla Casa della Cultura.
Tra i numerosi appuntamenti in calendario figurano l’intervento di Telmo Pievani dedicato all’anti-darwinismo (15 ottobre), quello di Marco Soresina sul colonialismo (22 ottobre), i due incontri di Elio Franzini (5 e 12 novembre) che apriranno la seconda parte del ciclo, dedicata alle manifestazioni dell’anti-illuminismo nel Novecento. Il rapporto tra religione e anti-illuminismo sarà invece affrontato da Daniele Menozzi (30 ottobre), Daniela Saresella (17 dicembre) e Francesco Mores (21 gennaio). A chiudere la rassegna, il 4 febbraio 2027, sarà Carlotta Cossutta con una riflessione sul concetto di genere, tema oggi al centro del dibattito pubblico e accademico.
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