Pubblicato il: 14/04/2026
La presentazione del programma di incontri e visite con l'assessora Arianna Censi, la rettrice Marina Brambilla ed  Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano

La presentazione del programma di incontri e visite con l'assessora Arianna Censi, la rettrice Marina Brambilla ed Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano

Si intitola “La Storia di Milano lungo la Linea Blu” il progetto di valorizzazione culturale promosso da M4 S.p.A., Comune di Milano e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano con l'obiettivo di restituire ai cittadini e alle cittadine il patrimonio di conoscenze e scoperte emerse durante gli scavi e i lavori della 'blu' e le trasformazioni urbane realizzate nel corso dei lavori, mettendo in luce il valore pubblico di un’opera che ha saputo coniugare mobilità, tutela del patrimonio e riqualificazione dello spazio urbano.

Il progetto si articolerà in due momenti: un primo ciclo di incontri aperti al pubblico e, a seguire, una serie di visite guidate nei luoghi più significativi toccati dai lavori.

Antropologia e M4
18 aprile - Aula Magna, via Mangiagalli 37

La Statale, in particolare, sarà protagonista il 18 aprile, con un incontro dedicato agli approfondimenti antropologici sui resti umani rinvenuti nelle necropoli antiche, emerse durante gli scavi per la M4, affidati al LABANOF – Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università Statale, diretto dalla professoressa Cristina Cattaneo.

 Le migliaia di scheletri rinvenuti durante gli scavi della M4, esaminati attraverso gli strumenti della medicina e dell’antropologia, hanno restituito testimonianze cruciali, capaci di modificare profondamente la narrazione della storia di Milano lungo un arco di circa duemila anni, dall’epoca romana fino all’età contemporanea. Questi resti stanno infatti contribuendo a riscrivere la traiettoria di fenomeni sociali fondamentali, quali la migrazione, la malattia, la violenza e la discriminazione, dando voce a categorie spesso marginali nelle fonti scritte, come bambini, donne e anziani.

Da queste ricerche emerge, per esempio, che in epoca romana e tardoantica Milano raggiunse un livello di multietnicità straordinario, con la presenza di individui di origine africana, mediorientale, europea e orientale, come confermano anche le indagini genetiche. 

Emerge inoltre che, rispetto all’epoca romana, il medioevo mostra segnali di un parziale riscatto sociale per donne e bambini, che raggiungono condizioni di salute, e nel caso delle donne anche un’aspettativa di vita, comparabili a quelle maschili; nello stesso periodo si osserva anche un minore tasso di morti violente per queste categorie rispetto all’età contemporanea. Per il Seicento, infine, Milano appare segnata da livelli di malnutrizione e malattia particolarmente elevati; proprio a questo periodo risalgono anche le prime evidenze di consumo di coca in Europa.

Gli scavi hanno inoltre restituito contesti di grande interesse, come tombe romane ricoperte da mandibole di cavallo, che rimandano a contatti con gruppi provenienti dal Nord Europa, camere sepolcrali cinquecentesche, forse destinate a individui morti in prigione e aree di sepoltura riservate a soggetti con disabilità, in particolare con difficoltà di deambulazione o affetti da gravi malattie infettive.

 L'evento si terrà nell'Aula Magna della sede di via Mangiagalli 37.  Qui il programma e il link per registrarsi all'evento

Un altro momento in cui l'Ateneo sarà particolarmente coinvolto, sarà la visita guidata del 25 settembre dedicata alla stazione Sforza-Policlinico e alla Ca’ Granda.

 

La rettrice Marina Brambilla con Cristina Cattaneo, direttrice del Labanof

La rettrice Marina Brambilla con Cristina Cattaneo, direttrice del Labanof

La partecipazione del Labanof a questo progetto – ha commentato la rettrice Marina Brambilla, presente all'incontro di presentazione del programma di incontri e visite, il 24 marzo a palazzo Moriggia - rappresenta un elemento strategico per la piena valorizzazione scientifica e culturale degli scavi della M4, grazie alle competenze consolidate del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense della Statale che, esaminando i resti umani attraverso gli strumenti della medicina e dell’antropologia, hanno restituito testimonianze capaci di modificare profondamente la narrazione della storia di Milano lungo un arco di circa duemila anni. Ma il lavoro che la Statale ha condotto va oltre la ricerca: i reperti confluiscono nella sua Collezione Antropologica, arricchendo un patrimonio unico che supporta studio e formazione, e sono accessibili al pubblico grazie alla loro esposizione al MUSA - il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, Mediche e Forensi per i Diritti Umani, favorendo una riflessione condivisa sul loro valore umano, storico e sociale”.

La nuova metropolitana – ha sottolineato Arianna Censi, assessora alla Mobilità del Comune di Milano – ha il merito di aver rivoluzionato il trasporto pubblico nella nostra città, servendo ogni giorno più di 300 mila persone, ma anche i lavori per realizzarla hanno contribuito a portare alla luce testimonianze preziose del nostro passato e hanno permesso di tutelare e valorizzare le opere presenti lungo il suo tracciato. Con questo progetto vogliamo condividere con i cittadini e le cittadine il patrimonio di conoscenze emerso durante i lavori, restituendo alla città non solo un servizio efficiente e sostenibile, ma anche nuove opportunità di scoperta, partecipazione e consapevolezza del nostro passato comune”.

La Soprintendenza ha seguito la realizzazione della nuova linea metropolitana milanese per diversi ambiti di competenza – ha aggiunto Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano -  sia quello archeologico sia quello architettonico-paesaggistico. Dopo l’esperienza di tanti anni è doveroso raccontare alla comunità il percorso condiviso con i principali attori dell’opera e valorizzare i risultati culturali di questa avventura”.

Per prenotare la partecipazione a incontri e visite è possibile consultare il sito della Soprintendenza