Polo di Lodi.
Il Museo di Scienze Veterinarie del dipartimento del Polo di Veterinaria di Lodi si mostra a cittadini e appassionati con due aperture speciali: il 26 settembre per la Giornata europea del Patrimonio e il 2 ottobre con il convegno “Scienza, Arte e Cultura: le collezioni storiche veterinarie tra passato e futuro”. Inoltre, il gruppo di lavoro del museo ha in programma all’interno del circuito Lodigiano, delle visite rivolte alle scuole, progettate con l’obiettivo di raccontare la storia della medicina veterinaria e il suo contributo allo sviluppo della conoscenza scientifica.
Il museo contiene le collezioni di scheletri, strumenti scientifici e reperti storici che, negli ultimi anni, sono state riorganizzate e messe a disposizione del pubblico nella sede di Lodi e sono diventate un motivo di interesse per giovani e meno giovani. Inoltre, nel museo Anatomico è presente una collezione di millecinquecento pezzi che rappresentano mammiferi e uccelli domestici, in rari casi l’uomo e vertebrati inferiori. Un importante gruppo di reperti si deve inoltre a Giuseppe Stoppoloni (1875-1965), in particolare la collezione di placente di animali domestici. La collezione conserva anche delle statue miologiche – un uomo, un bovino un cavallo, un cane, un ariete, una scimmia e un dromedario.
“A Lodi, il patrimonio del Museo di Scienze Veterinarie della Statale di Milano apre le sue collezioni al pubblico e diventa un luogo di bellezza, di scoperta e di conoscenza. Permette ai visitatori di compiere un viaggio lungo due secoli nella storia della medicina veterinaria, tra reperti, strumenti e collezioni scientifiche”, spiega Michela Minero, direttore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali.
Polo di Lodi.
Primo appuntamento il 26 settembre il museo sarà aperto dalle 10.30 alle 17.30 con ingresso libero e gratuito con la possibilità di partecipare alle visite guidate previste alle ore 11, alle 14.30 e alle 15.30. Dalle 10.30 alle 17.00 sarà possibile visitare liberamente il museo e scoprire, attraverso reperti, preparati anatomici, strumenti e materiali storici, l’evoluzione della medicina veterinaria e delle sue pratiche formative e scientifiche. Nel corso della giornata saranno inoltre proposte tre visite guidate, alle ore 11.00, 14.00 e 15.30, per approfondire la storia del museo e conoscere alcuni dei reperti più significativi delle sue collezioni.
Il secondo appuntamento sarà il 2 ottobre con il convegno intitolato “Scienza, Arte e Cultura: le collezioni storiche veterinarie tra passato e futuro” alle ore 17 al dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali, che è parte del progetto “Scienza in rete – Costruzione di una rete a strategia integrata di valorizzazione culturale dei musei scientifici di Lodi”, realizzato con il contributo di Regione Lombardia, che coinvolge la Collezione Anatomica “Paolo Gorini”, il Museo di Scienze Veterinarie dell'Università degli Studi di Milano e il Museo di Scienze Naturali del Collegio San Francesco di Lodi.
Dopo i saluti istituzionali affidati alla direttrice del dipartimento Michela Minero e a Mauro Di Giancamillo, prorettore all’Edilizia universitaria, patrimonio architettonico e assicurazione alla qualità dell’Università degli Studi di Milano, sono previste tre relazioni, con la moderazione di Silvia Clotilde Modina, docente di anatomia veterinaria e curatrice del Museo di Scienze Veterinarie dell'Università degli Studi di Milano: alle 17.15 “Brillavano le mummie nelle cortecce frolle” - Letteratura, arte e anatomia nella seconda metà dell'Ottocento a cura di Alberto Carli, docente di letteratura italiana all’Università del Molise e responsabile scientifico della Collezione Anatomica Paolo Gorini di Lodi; alle 17.45 “Oggetti che insegnano: strumenti storici dell'apprendimento veterinario”, a cura di Annamaria Grandis, docente di anatomia veterinaria e curatrice della Collezione di Anatomia degli Animali Domestici dell’Università di Bologna; alle 18.15 “Questo toro non s’ha da fare” - Il museo di Scienze Veterinarie dell’Università̀ degli Studi di Milano e le sue preparazioni miologiche, a cura di Paola Pocar, docente di anatomia veterinaria e curatrice del Museo di Scienze Veterinarie.
Presentazione del volume L’avventura di un ricercatore con Francesco Cavalli-Sforza.
Al polo di Lodi il 21 settembre si è tenuto il primo incontro della rassegna Aspettando Bookcity Milano con la presentazione del volume L’avventura di un ricercatore con Francesco Cavalli-Sforza, autobiografia di suo padre Luigi Luca Cavalli-Sforza, uno dei primi genetisti italiani, che ha cambiato i parametri della ricerca scientifica e aperto nuovi orizzonti. Ma anche un uomo insolito, che a 16 anni ha dato la maturità classica da privatista perché era stanco della scuola tradizionale, che ha lavorato in diverse università del mondo, che - dopo la laurea e un po’ di lavoro in ambulatorio - ha abbandonato la carriera medica convinto che i farmaci non fossero abbastanza efficaci e ha abbracciato altre discipline.
Un’ora di dettagli e aneddoti che hanno conquistato il pubblico accorso numeroso. Interrogato sulle principali scoperte del padre, Francesco Cavalli-Sforza ha indicato da un lato la comprensione del fatto che è possibile ricostruire il passato biologico dell’umanità a partire dal presente e dall’altro la presa di coscienza del fatto che l’evoluzione biologica è sempre accompagnata da un’evoluzione culturale, che è a suo dire l’aspetto davvero speciale, visto che è propria solo del genere umano.
Sua anche la dimostrazione, ricordata nei saluti iniziali da Michela Minero, direttrice del dipartimento dipartimento di Medicina veterinaria e scienze animali, che le differenze biologiche tra i gruppi umani sono piccolissime e che la "razza" non esiste biologicamente nell'essere umano. È solo un'illusione visiva legata a pochissimi caratteri superficiali.
Nei materiali i programmi delle iniziative.
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