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Digitalizzati i dati meteorologici dell’Italia con un progetto di Citizen Science
Recuperare e rendere disponibile l’enorme quantità di dati contenuti nei Bollettini Giornalieri che l’Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica ha pubblicato dal dicembre 1879 all’aprile 1940 è l’obiettivo del progetto di Citizen Science promosso dall’Università degli Studi di Milano, dal Politecnico di Milano e dall’associazione del terzo settore MeteoNetwork. Il progetto di scienza partecipativa, pubblicato sulla rivista PLOS Climate, rende possibile una migliore comprensione del cambiamento climatico in Italia.
Due sono stati le fasi del progetto denominato “ReData -Recovery of Data”: nella prima, un socio volontario di MeteoNetwork ha provveduto a effettuare le scansioni delle circa 100.000 pagine dei Bollettini; nella seconda, grazie al prezioso contributo degli studenti e studentesse degli atenei coinvolti, le scansioni sono state caricate sulla piattaforma di Citizen Science Zooniverse, sulla quale è stata costruita una procedura che permette a volontari provenienti da tutto il mondo di procedere alla digitalizzazione dei dati contenuti in esse.
La piattaforma è attiva da 15 mesi e il contributo dei volontari per la digitalizzazione è stato decisivo, coinvolgendo 2.500 persone da tutto il mondo. Anche il gruppo di coordinamento, ovvero l’insieme delle persone che provvedono allo scarico dei dati e alla loro elaborazione, è in gran parte costituito da volontari e gli stessi professori e ricercatori che partecipano al progetto lo fanno senza alcun finanziamento specifico esterno. L’intero progetto si regge su attività volontarie di Terza Missione.
“Il progetto ReData ha evidenziato le grandissime potenzialità della Citizen Science per il recupero delle informazioni meteorologiche del passato e ha mostrato come un capillare recupero di esse possa portare a descrivere situazione meteorologiche del passato con un livello di dettaglio impensabile con i dati attualmente a disposizione” spiega Maurizio Maugeri, docente del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore della ricerca.
I dati recuperati dai Bollettini Giornalieri permettono di ricostruire la situazione sinottica a scala giornaliera con una risoluzione altrimenti impensabile. Un evento climatico, discusso recetemene sulla rivista Plos Climate, riguarda un episodio verificatosi nel settembre del 1882, caratterizzato da intense e prolungate precipitazioni sul Nord Italia, che causarono devastanti alluvioni nel Nord Est soprattutto tra il 15 e il 17 settembre. Tra Vicenza e Trento si registrarono accumuli eccezionali con massimi giornalieri in alcune località che non sono mai più stati raggiunti da allora. Dal punto di vista idrologico, queste piogge causarono estese alluvioni in diverse regioni, con il bacino dell’Adige tra i più colpiti e danni significativi in città come Trento e Verona. L’evento provocò distruzioni diffuse e ingenti perdite materiali, coinvolgendo 62 comuni e circa 138.000 persone, e divenne un caso di rilevanza nazionale per le politiche di gestione del rischio idraulico e la pianificazione territoriale.
Le carte sinottiche dei bollettini relative ai tre giorni analizzati e i dati contenuti in essi forniscono informazioni molto più dettagliate sull’evento rispetto a quelle che si potrebbero avere senza questi dati. Senza questi nuovi dati non sarebbe stato possibile rappresentare correttamente il marcato minimo di pressione sul nord Italia associato a questo evento; al contrario, le mappe e i dati dei Bollettini individuano con chiarezza la circolazione atmosferica dei tre giorni in esame, mettendo efficientemente in evidenzia le dinamiche che hanno determinato precipitazioni così intense.
Contatti
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Maurizio Maugeri
Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali
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