Pubblicato il: 18/02/2026
La Statale per Milano Cortina

La Statale per Milano Cortina

Le prime olimpiadi invernali città-montagna, il futuro delle aree montane in un’ottica di sostenibilità e tutela. In occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, con Anna Giorgi, docente del dipartimento di Scienze Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia e responsabile di Unimont, il polo di Edolo dell’Università Statale, centro di formazione e ricerca, specializzato nello studio e nell’analisi delle complessità del territorio montano, abbiamo affrontato i temi centrali per il futuro delle montagne, nell’ambito della serie di interviste e approfondimenti, su LaStataleNews e sugli altri canali digitali e social dell’Ateneo, “La Statale per Milano Cortina 2026”.   

La professoressa Giorgi, domani 17 febbraio, alle ore 15, parteciperà al convegno “Milano Cortina 2026 - L’economia dello sport e della montagna” per parlare di economia della montagna e grandi eventi sportivi. L’evento si tiene presso Casa Italia - Triennale di Milano ed è promosso da Confindustria.

 

Anna Giorgi, responsabile del Polo di Unimont

Anna Giorgi, responsabile del Polo di Unimont

Professoressa, le Olimpiadi Milano Cortina avvicinano città e montagna, almeno simbolicamente, proponendo un modello ibrido di evento. Che idea si è fatta di come è stata “trattata” la montagna italiana e quale occasione rappresentano le Olimpiadi per le nostre montagne? 

La formula della collaborazione e contaminazione tra città e montagna è vincente, lo dimostra anche la nostra esperienza a Edolo, comune delle Alpi lombarde con meno di 5.000 residenti, dove si è insediata Unimont, il nostro polo universitario che dalle montagne sa fare eccellenza, e questo grazie alla forza e autorevolezza conferita da un centro di conoscenza e competenza di rilevanza internazionale come la Statale di Milano.
 Creare “ponti” tra i centri urbani — sistemi "socio-economici" caratterizzati da elevata concentrazione di popolazione, infrastrutture e funzioni produttive — e i comuni montani - "sistemi socio-ecologici", custodi di risorse ambientali strategiche ma più fragili sul piano del presidio umano e dei servizi - rappresenta una leva fondamentale per attivare una contaminazione virtuosa capace di generare nuovi modelli di sviluppo sostenibile, a beneficio di entrambe le dimensioni territoriali. In questa prospettiva, la relazione tra città e montagna può evolvere da logica compensativa a vera alleanza territoriale, fondata sulla condivisione di conoscenze, competenze e responsabilità, in cui le montagne non sono più periferie da sostenere, ma spazi di sperimentazione per le transizioni ecologiche e sociali, e le città diventano piattaforme di connessione, innovazione e apertura internazionale. Un’evoluzione che sottende un cambiamento culturale tutt’altro che semplice e scontato, verso il quale ci si sta lentamente orientando. Le Olimpiadi Milano-Cortina testimoniano che la direzione intrapresa è questa, ma funzionerà solo se la logica non sarà “estrattiva” ma di reciproco vantaggio. Le Olimpiadi possono essere un’opportunità per le nostre montagne solo se il lascito coinciderà con una maggiore consapevolezza dell’importanza di questi territori per la società intera, gente di montagna e di città, e si tradurrà in una presa in carico della responsabilità collettiva di tutelare e rafforzare il presidio, in primo luogo culturale, di questi luoghi, trasformandoli in una vera risorsa capace di garantire opportunità professionali, servizi e qualità della vita ai molti giovani oggi interessati a questi contesti, contrastandone l’abbandono e la perdita di competitività. 

Il tema del superamento del solo “turismo da neve” è al centro del lavoro di Unimont per immaginare la montagna del futuro. Lo sci, protagonista di queste settimane olimpiche, va quindi pensato non più come l’attività “regina” per la montagna?

I cambiamenti climatici in atto stanno modificando in modo sempre più tangibile le condizioni ambientali, con effetti particolarmente evidenti sugli ecosistemi montani. Al di sotto dei 1.500 metri di altitudine è ormai difficile immaginare un futuro per il turismo della neve: senza innevamento programmato e costosi interventi manutentivi e tecnologici, molte località sciistiche di piccole dimensioni e a bassa quota faticano a sopravvivere, con il rischio di compromettere l’economia di intere vallate, oggi sempre più alla ricerca di forme alternative di valorizzazione delle proprie risorse.

In questo contesto, Unimont, grazie alla lunga esperienza maturata nei territori montani e attraverso programmi regionali ed europei, accompagna le comunità locali nella definizione di nuove strategie capaci di tutelare l’ambiente — risorsa primaria per la montagna — e, al contempo, di sostenere circuiti economici che rendano possibile vivere e lavorare in questi contesti. Si tratta di processi di transizione inevitabili, nei quali l’elaborazione condivisa di scenari alternativi, coerenti con le risorse disponibili e costruiti attraverso il coinvolgimento di cittadini e istituzioni a tutti i livelli, risulta cruciale.

Ripensare il proprio futuro, costruire una visione territoriale, riorganizzare servizi e infrastrutture capitalizzando le specificità locali richiede un impegno significativo, oggi necessario ben oltre le aree montane. La condivisione di buone pratiche, l’acquisizione di nuove competenze e la capacità di affrontare il cambiamento con approccio innovativo e creativo costituiscono le direttrici lungo cui muoversi: è questa la prospettiva che Unimont propone ai territori.

Saper progettare in modo realistico e coerente il proprio sviluppo è inoltre condizione essenziale per costruire alleanze efficaci a supporto dell’attivazione di processi di riconversione necessari. In un quadro caratterizzato da rapide trasformazioni ambientali e sociali — con città sempre più esposte a congestione, stress climatico e disagio sociale — le montagne possono rappresentare spazi di ristoro e qualità della vita, a condizione che siano adeguatamente organizzati servizi e prodotti capaci di favorirne la fruizione e generare ricadute economiche locali. Coniugare autenticità, qualità e, perché no, eccellenza nei prodotti e servizi offerti in montagna attraverso l’organizzazione e la cooperazione tra attori pubblici e privati, territoriali e sovralocali, rappresenta oggi una delle principali traiettorie di sviluppo sostenibile per questi territori.

Passate le Olimpiadi, sarà importante che le montagne non vengano dimenticate. Unimont lavora ogni giorno proprio per mantenere i territori montani al centro dell’agenda politica. Quali sono gli aspetti più importanti, anche sul fronte della ricerca, su cui lavorare? 

Sicuramente l’adattamento al cambiamento climatico e l’innovazione di metodi e strumenti nelle attività produttive, di erogazione dei servizi e di governance dei territori montani.  

Contatti

  • Annamaria Giorgi
    Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia