Disturbo bipolare: lo studio DOMINO per una nuova terapia dei sintomi depressivi
Le nuove forme di trattamento dei sintomi depressivi presenti nel disturbo bipolare sono al centro dello studio DOMINO “Non-invasive neuromodulation in Bipolar Depression to improve symptoms and reduce low-grade chronic inflammation and cardiovascular risk”, condotto dal team multidisciplinare di Nicola Montano, docente di Medicina interna del dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità, in collaborazione con Paolo Brambilla, docente di Psichiatria del dipartimento di Fisiopatologia Medico-chirurgica e dei Trapianti, e Andrea de Bartolomeis, docente di Psichiatria presso l’Università Federico II di Napoli.
Gli episodi depressivi hanno un impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti con disturbo bipolare, esponendoli ad un incremento del rischio suicidario circa 20-30 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Inoltre, circa il 30% dei pazienti non ottiene benefici dalle terapie farmacologiche attualmente disponibili e per questo è utile trovare una valida alternativa.
La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) e stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) sono le tecniche di neuromodulazione che vengono attualmente utilizzate come nuovo approccio terapeutico. La ricerca DOMINO, finanziata con i fondi del PNRR 2023, si concentra sulla stimolazione transcutanea auricolare del nervo vago (tVNS). Il nervo vago è un nervo cranico fondamentale che collega il cervello con organi interni come cuore, polmoni, stomaco e intestino. Regola funzioni automatiche come la respirazione e la digestione, ed è coinvolto anche nell’equilibrio emotivo.
Indagare l’efficacia della tVNS nel trattamento dei disturbi depressivi in pazienti con disturbo bipolare è l’obiettivo della ricerca che è giunta allo stadio di coinvolgimento dei pazienti.
“È stato già dimostrato come le tecniche di neuromodulazione, come la rTMS e la tDCS, siano una valida alternativa al trattamento farmacologico nella cura dei sintomi depressivi. La tVNS, agendo sul nervo vago, potrebbe apportare gli stessi benefici, rappresentando così un trattamento sicuro e non-farmacologico, facilmente auto-somministrabile a domicilio dagli stessi pazienti. Sono stati già evidenziati i benefici sul sistema immunitario e cardiovascolare, evidenziando la sua natura multisistemica e vogliamo verificarla sui sintomi depressivi del disturbo bipolare” spiega il team di ricerca.
I ricercatori stanno reclutando persone che, vogliano partecipare, su base volontaria, allo studio: pazienti dai 18 ai 65 anni con diagnosi di disturbo bipolare che hanno la possibilità di essere trattati negli ospedali Policlinico di Milano o l’Azienda Ospedaliero Universitaria Federico II di Napoli. Partecipare significa accedere a un percorso di cura personalizzato, contribuendo allo sviluppo di nuove terapie.
Per maggiori informazioni, contattare: domino@policlinico.mi.it
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