Nell’era della trasformazione digitale emerge un "sovraffollamento di poteri", dove grandi piattaforme esercitano una rilevante influenza economica, sociale e politica. Tali poteri si sono sviluppati grazie a un ambiente inizialmente poco regolato, che ha favorito innovazione e crescita globale ma ha anche prodotto rischi per diritti, democrazia e libertà.
Le piattaforme non sono solo attori economici, ma influenzano opinione pubblica, comunicazione e accesso alle informazioni, con possibili effetti distorsivi (fake news, hate speech, sorveglianza).
Gli Stati cercano nuovi strumenti di controllo, ma quelli tradizionali come l’antitrust risultano spesso insufficienti.
Emergono allora tre modelli di regolazione: americano, più orientato al mercato; europeo, basato su regole e tutela dei diritti; e cinese, fondato sul controllo statale.
La trasformazione del mondo digitale, da spazio libero a sistema sempre più regolato, richiede il raggiungimento di un equilibrio tra innovazione, potere e tutela dei diritti.
A partire dal libro di prossima pubblicazione Potere digitale di Luisa Torchia, l’incontro, organizzato dal dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università Statale di Milano, dal Centro Studi interuniversitario per la ricerca e lo sviluppo della giustizia amministrativa, con il patrocinio della Rivista della regolazione dei mercati, sarà occasione di confronto interdisciplinare tra giuristi, economisti ed esperti di scienze cognitive.
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Margherita Maria Ramajoli
Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionalemargherita.ramajoli@unimi.it
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Per informazioni e iscrizioni
Lorenzo Grossilorenzo.grossi@unimi.it
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