Davide Fugazza con il gruppo di ricerca legato alla Breathe Pakistan International Conference on Climate Change
Davide Fugazza, ricercatore e glaciologo del dipartimento di Scienze e Politiche ambientali dell’Università Statale di Milano, ha partecipato alla conferenza internazionale sul cambiamento climatico “Breathe Pakistan International Conference on Climate Change”, che si è svolta il 6 e 7 maggio a Islamabad: un riconoscimento al ruolo sempre più centrale dell’Ateneo nella ricerca internazionale sui cambiamenti climatici e sulle loro conseguenze ambientali e sociali.
Il Pakistan, pur contribuendo in misura minima alle emissioni globali ed essendo uno dei principali serbatoi glaciali del pianeta, cruciale per la sicurezza idrica di milioni di persone a valle, è oggi tra i Paesi più vulnerabili agli effetti del climate change. Il nuovo inventario dei ghiacciai pakistani documenta, infatti, l’esistenza di 13.032 ghiacciai per una superficie complessiva di circa 13.500 km² e un volume stimato di circa 1.500 km³. Le ricerche mostrano inoltre dinamiche contrastanti: un marcato ritiro dei ghiacciai nell’Himalaya, con una perdita fino al 16% della superficie glaciale in circa 20 anni; una relativa stabilità nel Karakorum, fenomeno noto come “Karakorum Anomaly”. Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dai laghi supraglaciali: oltre 2.700 quelli identificati, con un conseguente aumento della probabilità di eventi catastrofici.
A fronte di questo quadro complessivo, la conferenza ha riunito decisori politici, scienziati e stakeholder internazionali con l’obiettivo di discutere strategie condivise per affrontare una crisi climatica dagli impatti sempre più intensi sul territorio pakistano.
Nel corso del discorso inaugurale, il ministro pakistano per il Climate Change & Environmental Coordination, Musadik Masood Malik, ha, tra l’altro, sottolineato l’importanza di una ricerca scientifica basata su dati solidi e su partnership accademiche di alto livello, riconoscendo esplicitamente il contributo dei partner italiani.
In questo contesto si inserisce il contributo della ricerca accademica italiana rappresentata dall’Università Statale di Milano e dal suo dipartimento di Scienze e Politiche ambientali.
Davide Fugazza, unico ricercatore italiano invitato a intervenire e collaboratore scientifico dell’associazione riconosciuta EvK2CNR (associazione fondata nel 1989 dall'incontro tra il professor Ardito Desio e Agostino Da Polenza e dedicata alla ricerca scientifica e tecnologica ad alta e altissima quota, con particolare attenzione alle aree del cosiddetto Terzo Polo, tra Himalaya e Karakorum) ha presentato, in particolare, i risultati delle ricerche sulla criosfera nella sessione “From Glacial Melt to Delta Discharge”, dedicata al rapporto tra fusione dei ghiacciai e disponibilità idrica lungo il bacino del fiume Indo, e ha presentato i risultati degli studi condotti dalla Statale insieme ai partner dei progetti “Glaciers and Students” e “Water for Development”, finanziati dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e portati avanti dallo United Nations Development Program in partenariato con EvK2-CNR.
L’intervento di Fugazza ha, quindi, portato al centro della conferenza risultati scientifici di rilievo internazionale, frutto delle attività di ricerca coordinate dall’Ateneo in collaborazione con partner locali e internazionali.
Grazie a metodologie integrate — immagini satellitari ad alta risoluzione, stazioni meteorologiche automatiche fino a 4.600 metri di quota e modellistica climatica avanzata — le attività di ricerca guidate dall’Università di Milano ed EvK2CNR consentono oggi di stimare la futura disponibilità idrica in relazione ai diversi scenari di emissione globale.
In un Paese che contribuisce marginalmente alle emissioni globali ma subisce in modo sproporzionato gli impatti del cambiamento climatico, il contributo dell’Università Statale rappresenta, quindi, un punto di riferimento scientifico di primo piano, capace di tradurre la ricerca accademica in conoscenze utili per la gestione del rischio, la sicurezza idrica e le politiche climatiche.
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Davide Fugazza
Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali
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