Pubblicato il: 06/02/2020
Rettore Franzini_inaugurazione anno accademico

Il rettore Elio Franzini durante il discorso per l'inaugurazione dell'anno accademico 2019-2020 | Foto di Valentino Albini

La cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico svoltasi il 4 febbraio nell'Aula Magna dell'Università Statale segue la traccia di principi e riferimenti ideali decisamente alti, inquadrando la riflessione sul ruolo delle Università e della Scienza entro il più ampio scenario della vita sociale e dei valori che ne sono il fondamento. Il titolo scelto per la giornata, "Democrazia e Futuro", è un omaggio alla presenza della Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, ma si rivela altrettanto intonato al taglio scelto dal Rettore Elio Franzini per il suo discorso inaugurale, dal titolo "Strategia e Libertà".

La Statale di Milano, che il 4 febbraio ha aperto il suo novantacinquesimo anno accademico, il secondo del mandato del Rettore Elio Franzini, è un Ateneo fortemente impegnato sul versante dell'internazionalizzazione, che con i due gruppi di prestigiosi Atenei internazionali di cui è parte - alla LERU (League of European Research Universities) si è aggiunta nel 2019 la 4EU+ Alliance (il consorzio composto da Università Statale di Milano, Sorbonne, Charles University di Praga e le università di Copenaghen, Heidelberg e Varsavia)  sta partecipando attivamente alla costruzione di un vero modello europeo di Università. Il progetto dello sviluppo tripolare dell’Ateneo tra Centro di Milano, Città Studi e polo scientifico in MIND, illustrato lo scorso anno, ha segnato vari passi avanti: l'aggiudicazione del bando per il Campus è attesa tra qualche settimana, mentre prosegue lo studio per una riprogettazione dell'area di Città Studi.

Nel suo discorso, il Rettore Franzini fa più volte riferimento al Piano strategico (guarda il breve video di presentazione) appena varato: il documento – frutto di un confronto che ha coinvolto tutta la comunità accademica – contiene gli obiettivi di sviluppo dell'Ateneo nei diversi ambiti di attività, ne disegna l'identità e il suo posto nel mondo. Una progettualità, basata sulla applicazione trasversale e non formale del Processo di Assicurazione della Qualità, che ha al proprio centro gli studenti. Una centralità non retorica, ma concretizzata nella definizione di obiettivi misurabili, in un quadro di verifica permanente che riguarda del resto tutte le aree di impegno considerate nel Piano: la ricerca, la didattica, la terza missione, il trasferimento della conoscenza, l’importante presenza nel sistema sanitario regionale e naturalmente l’internazionalizzazione.

L'Università Statale oggi conta circa 64 mila studenti (oltre 4.400 dei quali internazionali), 136 corsi di laurea, (26 dei quali in inglese), 32 corsi di dottorato, 68 scuole di specializzazione e 77 tra master e corsi di perfezionamento. I Dipartimenti dell'Ateneo sono 33, di cui 8 riconosciuti come Dipartimento di eccellenza dal MIUR, e sono 53 i Centri di ricerca coordinata. La Statale ha al suo attivo 89 progetti finanziati in Horizon 2020, 48.238 pubblicazioni scientifiche nel quinquennio 2014-2018 e ospita 18 vincitori di bandi ERC. Numeri che testimoniano della ricchezza e della intensità del lavoro di studio e ricerca che si svolge in Statale a cinque anni dal suo Centenario. Tra le più recenti espressione di tale ricchezza, il nuovissimo Portale Expertise&Skills, vero "palazzo di vetro" virtuale delle competenze della ricerca presenti in Statale: oltre 4 mila esperti di ben 817 ambiti e 219 mila pubblicazioni direttamente accessibili a pubblico dei cittadini, giornalisti e stakeholder.

Strategia e Libertà sono i due concetti che il Rettore Franzini ha scelto di mettere al centro del suo discorso, richiamati come le due fondamentali condizioni senza cui quella che definisce "la speranza progettuale" per le Università verrebbe meno. Motore di ogni disegno di sviluppo, la strategia per realizzarsi ha bisogno di libertà, senza la quale nessuna costruzione e progettualità è possibile.

Ma, ricorda ancora Franzini, "la libertà e la strategia sono conquiste che l'Università non può ottenere da sola", ed è proprio verso un contesto esterno troppo spesso sordo ai richiami delle Università, e che così facendo ne imbriglia libertà e tensione alla crescita, che si appunta la parte più amara del suo discorso, che chiama in causa direttamente il trattamento riservato al sistema universitario dalla legge finanziaria. "Nella sconfortante ultima legge di bilancio, dove la parola università è pressoché assente, dove non è dedicata a essa un solo pensiero e una sola strategia, è stata minata, con il silenzio, la nostra libertà",  sottolinea Franzini, ricordando che – "non di contingenti e posteriori foglie di fico ha bisogno l'Università italiana, o di annuali piani straordinari, invocati come panacea quando sono soltanto pannicelli caldi, bensì di progetto, di disegno, di investimento per il futuro". "Ignorarlo – conclude il Rettore -  e quest'anno come non mai  significa ignorare la progettualità del Paese, il suo futuro, il suo destino". Con il silenzio nei confronti delle Università si ignora la portata del loro contributo al tessuto sociale e culturale, la sua capacità "di costruire un tessuto culturale e sociale all'interno della quale prevalgano, nella loro varietà, gli interessi generali di domani, soppiantando i privilegi contingenti di oggi".

Franzini commenta quello che definisce il "silenzio regressivo" di chi "non guarda e non vede" ricorrendo alla politica dello spirito di Valery: "una politica che può nascere, che deve nascere, dalla società civile, e che deve trovare nella scienza il proprio costante e quasi ossessivo punto di riferimento. L'università non è un mero "gruppo di interesse", ma un'istituzione che mira a interessi collettivi, che cerca di costruire un tessuto culturale e sociale all'interno della quale prevalgano, nella loro varietà, gli interessi generali di domani, soppiantando i privilegi contingenti di oggi".

"Senza una strategia per la ricerca, senza fondi per la ricerca, la didattica, il diritto allo studio, l'internazionalizzazione, il progresso e l'innovazione – continua Franzini  non è la singola università che muore, ma un Paese, che diventa asfittico, chiuso in dispute talmente ridicole da non meritare neppure la definizione di ideologie".

Al discorso del Rettore ha fatto seguito l’intervento del Presidente della Conferenza degli Studenti, Fabio Riccardo Colombo, e la Prolusione della Presidente della Corta Costituzionale Marta Cartabia, Alumna dell'Università Statale, dal titolo "Nella forma e nei limiti della Costituzione (art.1 Cost.)", dedicata alle grandi sfide che la democrazia costituzionale deve fronteggiare tra nuovi scenari tecnologici e democrazia diretta.


Scarica il comunicato stampa dalla nostra "Press room" e guarda la registrazione video dell'evento sul Portale Video d'Ateneo.

 

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