Pubblicato il: 18/09/2026
Un momento dell'evento "L'archeologia della Statale per la pace"

Un momento dell'evento "L'archeologia della Statale per la pace"

Il 17 settembre l'Università degli Studi di Milano ha ospitato L'archeologia della Statale per la pace, una giornata dedicata al ruolo che la tutela del patrimonio e la cooperazione scientifica possono assumere nei territori segnati da guerre e crisi. Studiosi, rappresentanti delle istituzioni italiane e internazionali, esperti dell'UNESCO e protagonisti di missioni archeologiche si sono confrontati sulle esperienze maturate in diversi contesti del Mediterraneo e del Vicino Oriente e sulle prospettive della cooperazione internazionale.

“L'archeologia opera spesso in territori nei quali guerre e crisi hanno colpito non soltanto il patrimonio, ma anche le comunità e le istituzioni che ne garantiscono la tutela - ha spiegato Luca Peyronel, delegato della rettrice per la Ricerca, Didattica e Terza Missione per gli Scavi Archeologici e promotore dell'iniziativa - In questi contesti la ricerca non può essere separata dalla responsabilità verso i luoghi in cui lavoriamo e dal rapporto costruito nel tempo con colleghi e istituzioni locali. Continuare e, quando è possibile, ricostruire queste relazioni significa fare della cooperazione scientifica uno spazio concreto di dialogo”.

Ad aprire i lavori, alle 10 nella Sala di Rappresentanza di via Festa del Perdono, i saluti istituzionali della rettrice Marina Brambilla e dello stesso Luca Peyronel, a seguire gli interventi di Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale di Milano, Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee di Regione Lombardia, Hussein Sabbagh, ambasciatore della Repubblica Araba Siriana a Roma, e Stefano Ravagnan, ambasciatore italiano in Siria (in collegamento).

La sessione della mattina ha approfondito il contributo dell'archeologia italiana nei contesti di crisi, attraverso gli interventi di rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dell'UNESCO, insieme a studiosi impegnati in progetti e missioni archeologiche in Medio Oriente.

Un'attenzione particolare è stata riservata alla Siria, con la partecipazione di Masoud Badawi, direttore generale delle Antichità e dei Musei, che è intervenuto sulle condizioni e sulle prospettive del patrimonio culturale siriano. La presenza a Milano di una delegazione della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei ha offerto inoltre l'occasione per un confronto diretto sulle prospettive di ripresa della collaborazione scientifica e archeologica tra la Statale e le istituzioni siriane.

“La presenza dei colleghi siriani a Milano ha per noi un significato particolare - sottolinea Peyronel - Dopo anni nei quali le condizioni politiche e di sicurezza hanno reso estremamente difficili gli scambi e il lavoro sul campo, possiamo tornare a discutere direttamente con le istituzioni siriane delle priorità per il patrimonio culturale e delle possibili forme di collaborazione. È un primo passo importante per costruire insieme nuovi progetti, a partire anche dalle prospettive di ricerca nella Siria settentrionale, nell'area di Tell Tuqan e della piana del Maṭkh, e a Palmira”.

Dal Libano all'Ucraina, dalla Siria alla Palestina, gli interventi della mattina hanno allargato lo sguardo a diversi scenari di crisi, mettendo a confronto esperienze e strategie di protezione del patrimonio e mostrato il ruolo che la cooperazione internazionale può svolgere nel mantenere e ricostruire relazioni scientifiche e istituzionali anche nei momenti di maggiore difficoltà. Una parte della sessione è stata dedicata all'UNESCO e agli strumenti internazionali per la salvaguardia dei beni culturali, mentre a chiudere i lavori sono state le testimonianze degli studenti gazawi dell'Università Statale di Milano.

La riflessione si è spostata alle 17 in Aula Magna con Nella mente degli uomini. UNESCO 1945–2025, appuntamento dedicato agli ottant'anni dalla fondazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Dopo i saluti della prorettrice alla Terza Missione Silvia Romani e di Marco Lanzarone, vicedirettore di Rai Cultura, è stato proiettato il docufilm di Brigida Gullo, con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli.

Attraverso materiali d'archivio, testimonianze e contributi di esperti, il documentario ripercorre ottant'anni di attività dell'UNESCO nella promozione del dialogo tra i popoli, della cooperazione internazionale e della tutela del patrimonio culturale. Alla proiezione è seguito un dialogo con Luca Peyronel, Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo.

L'archeologia della Statale per la pace si inserisce nel percorso con cui l'Ateneo sta rafforzando il rapporto tra ricerca archeologica, Terza Missione e società. Dopo L'archeologia alla Statale, che nel novembre 2025 ha presentato al pubblico le numerose missioni e attività di ricerca dell'Università degli Studi di Milano, e il ciclo di incontri Svelare il passato. L'archeologia della Statale incontra la città, in corso per tutto il 2026, la giornata del 17 settembre ha portato l'attenzione su un'altra dimensione del lavoro archeologico: la responsabilità nei confronti del patrimonio e delle comunità nei contesti di crisi e il ruolo della cooperazione scientifica nella costruzione e nel mantenimento del dialogo internazionale.

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