Pubblicato il: 11/09/2026
Christophe Dejours, psichiatra e direttore dell'Institut de recherche en psychodynamique du travail di Parigi

Christophe Dejours, psichiatra e direttore dell'Institut de recherche en psychodynamique du travail di Parigi

Come incide l'organizzazione del lavoro sul benessere psicologico delle persone? Quali strumenti possono aiutare a prevenire il disagio mentale nei contesti professionali? Sono alcune delle domande al centro della lectio magistralis "Lavoro, organizzazione e salute mentale", che l'11 settembre ha portato all'Università Statale di Milano Christophe Dejours, psichiatra e direttore dell'Institut de recherche en psychodynamique du travail di Parigi, tra i principali studiosi internazionali del rapporto tra lavoro e salute mentale.

Dopo i saluti istituzionali, l'intervento di Dejours è stato seguito da due tavole rotonde dedicate alla prevenzione dei disturbi di salute mentale e alle pratiche concrete di tutela del benessere nei luoghi di lavoro. L'iniziativa è nata da un percorso di ricerca che da anni vede impegnata Alessandra Ingrao, docente di Diritto del lavoro del dipartimento di Diritto privato e Storia del diritto della Statale, sui temi del benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare di fronte alle trasformazioni organizzative introdotte dalle nuove tecnologie. L'obiettivo è stato anche quello di estendere il confronto oltre gli studi giuridici, portando la riflessione sul rapporto tra lavoro e salute mentale all'attenzione delle docenti e dei docenti dell'area medica dell'Ateneo.

“Nel corso delle mie ricerche e della collaborazione con le organizzazioni sindacali ho maturato la convinzione che il tema della salute mentale nei luoghi di lavoro non sia ancora sufficientemente indagato, né sul piano giuridico né nell'ambito dell'azione sindacale”, spiega Ingrao.

Secondo la docente, il dibattito tende infatti a concentrarsi prevalentemente sullo stress lavoro-correlato, senza cogliere pienamente la complessità delle relazioni tra organizzazione del lavoro, sofferenza psichica e salute. Da qui l'esigenza di ampliare lo sguardo e favorire un confronto tra discipline diverse.

Un percorso che si è sviluppato anche grazie alla collaborazione con Francesca Coin (presente all’evento), sociologa dell'Università di Parma e autrice del volume Le grandi dimissioni: “Il suo lavoro ha mostrato come fenomeni quali l'abbandono volontario del lavoro non possano essere letti soltanto come il risultato di scelte individuali, ma rappresentino anche un segnale di malessere prodotto da determinati modelli organizzativi”, osserva Ingrao.

La scelta di invitare Christophe Dejours si è inserita proprio in questa prospettiva interdisciplinare. Attraverso la psicodinamica del lavoro, lo studioso francese ha infatti sviluppato strumenti teorici che consentono di comprendere come l'organizzazione del lavoro possa incidere sulla soggettività delle persone, generando forme di sofferenza ma anche individuando possibili percorsi di prevenzione.

“Il contributo di Dejours permette di spostare l'attenzione dalla sola gestione del disagio individuale alle condizioni organizzative che lo producono, interrogandosi sulle trasformazioni necessarie per tutelare effettivamente la salute mentale”, sottolinea la docente.

La lectio magistralis è stata affiancata dagli interventi di rappresentanti di istituzioni impegnate nella prevenzione, come EU-OSHA e INAIL, insieme a studiose e studiosi di differenti ambiti disciplinari e alle organizzazioni sindacali. L'obiettivo è creare un confronto che non rimanga confinato alla riflessione teorica, ma che possa tradursi in nuovi strumenti di analisi e intervento.

“L'intento è favorire nuove pratiche preventive e una riflessione più profonda sull'organizzazione del lavoro - conclude Ingrao - L'auspicio è che questo incontro rappresenti l'avvio di un nuovo filone di ricerca e di confronto accademico, istituzionale e sindacale sulla salute mentale nel lavoro, un ambito oggi particolarmente urgente e al quale il diritto del lavoro è chiamato a dedicare maggiore attenzione”.

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