Pubblicato il: 19/05/2026
Mafie e cybercrime: la lezione del Comandante dei Carabinieri Luongo in Statale

Mafie e cybercrime: la lezione del Comandante dei Carabinieri Luongo in Statale

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, è stato ospite il 18 maggio dell’Università Statale di Milano nell’ambito del Dottorato in Studi sulla Criminalità organizzata, per una lezione dedicata al tema “L’Arma dei Carabinieri e le sfide della criminalità organizzata nel 21° secolo: dal controllo del territorio al dominio cyber”. Al termine dell’incontro, il Comandante Luongo ha incontrato la rettrice Marina Brambilla e ha firmato il Libro d’Onore dell’Ateneo. 

L’iniziativa, rivolta a studiosi, studenti, studentesse e cittadini interessati ai temi della sicurezza e della legalità, è stata introdotta da Fabio Basile, docente di Diritto Penale e coordinatore del dottorato in Studi sulla Criminalità organizzata. Le conclusioni sono state affidate a Fernando dalla Chiesa, docente e delegato alla Criminalità organizzata ed Educazione alla Legalità – Istituzioni e territorio dell’Ateneo. 

Nel corso della lezione, il Comandante Luongo ha ripercorso il lavoro svolto quotidianamente dall’Arma nel contrasto alla criminalità organizzata, soffermandosi sull’evoluzione delle organizzazioni criminali e sulle nuove sfide legate all’innovazione tecnologica. Dopo una panoramica sulle principali realtà criminali italiane ed estere, con riferimenti a contesti internazionali come Albania, Nigeria e Cina, l’intervento si è concentrato sulle modalità operative della criminalità organizzata contemporanea. 

Il trasferimento dei dati, delle informazioni, insieme all'uso sfrenato della tecnologia e dell’Intelligenza artificiale caratterizzano oggi il modo d’agire della criminalità organizzata, e anche le forze dell’ordine si sono dotate di nuove armi per contrastarla – spiega Salvatore LuongoLa mafia oggi investe in tecnologia per tenere invisibile il crimine, massimizzare il profitto, e poi rende visibile la ricchezza che genera. Siamo passati dal ‘follow the money’ al ‘follow the data’”. 

Il Comandante ha inoltre sottolineato come l’azione di contrasto non possa prescindere dal presidio quotidiano del territorio, elemento fondante dell’attività dell’Arma, che conta oggi 4.555 stazioni distribuite sul territorio nazionale e 931 stazioni forestali, affiancate da reparti speciali come i Ros, nati nel 1974 da un’intuizione del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, che creò a Torino il Nucleo Speciale Antiterrorismo. 

Nel ripercorrere le tappe dell’impegno dell’Arma contro le mafie, Luongo ha richiamato più volte il ruolo fondamentale della società civile nella costruzione di una cultura della legalità. “La lotta alla criminalità organizzata è una guerra che non può essere lasciata solo alle forze dell'ordine, ma deve nascere dalla società. Il paradigma della criminalità organizzata è mutato, allora noi dobbiamo cercare di fare un salto cercando di mettere in moto un meccanismo che nasce da ognuno di noi” continua Luongo, che conclude ricordando le parole di Giovanni Falcone: “Perché una società vada bene, si muova nel segno della responsabilità e dell’efficienza, occorre che ognuno faccia il suo dovere”. 

Il Dottorato di ricerca in Studi sulla Criminalità organizzata, attivo dall’anno accademico 2016-2017, rappresenta il primo corso di dottorato in Italia dedicato specificamente a questi temi e costituisce uno dei principali punti di riferimento nazionali per la ricerca e la formazione sui fenomeni mafiosi e sulla cultura della legalità.

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