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Localizzazione del trasportatore di glucosio e galattosio (in rosso) nella porzione apicale degli enterociti dell’intestino prossimale di trota iridea. I nuclei cellulari sono colorati in blu.
Un progetto dell’Università Statale di Milano punta a rivoluzionare i mangimi per l’acquacoltura rendendoli più sostenibili ed efficienti. Sviluppato in collaborazione con l’Università di Udine e l’Università della Tuscia, lo studio adotta un approccio multidisciplinare che integra nutrizione, fisiologia, immunologia, microbiologia e analisi istologiche.
Al centro della ricerca (Multidisciplinary approaches for assessing the effects of sustainable insect bioactive compounds on rainbow trout health status and welfare) c’è l’utilizzo di composti bioattivi derivati dagli insetti per migliorare la salute e il benessere della trota iridea (Oncorhynchus mykiss), specie chiave per l’acquacoltura italiana, riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale delle produzioni. L’obiettivo è valutare l’efficacia di composti bioattivi derivati da insetti - in particolare dalla Hermetia illucens - come ingredienti funzionali nei mangimi.
“A un anno dall’inizio del progetto abbiamo ottenuto risultati molto incoraggianti. Le nostre ricerche dimostrano che alcuni composti naturali ricavati dagli insetti possono essere utilizzati in modo sicuro nell’alimentazione della trota iridea, senza effetti negativi sulla crescita. Al contrario, emergono segnali positivi per la salute dell’intestino e per l’equilibrio del microbiota. In particolare, la combinazione dei diversi composti sembra favorire una migliore risposta fisiologica. Si tratta di un passo importante verso mangimi più sostenibili e rispettosi del benessere animale”, sottolinea il coordinatore del progetto, Fulvio Gandolfi, docente di Anatomia veterinaria del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia.
Dopo il primo anno di attività, i ricercatori e le ricercatrici hanno raggiunto una fase cruciale di validazione sperimentale, utilizzando diete semi-purificate per isolare gli effetti di due componenti chiave: Chitina, estratta dalle esuvie delle prepupe di insetto e Acido laurico, noto per le sue proprietà antimicrobiche e funzionali. I risultati sono incoraggianti: l’inclusione di questi composti, a basse dosi, non compromette né la crescita né l’efficienza produttiva dei pesci. Ancora più rilevante è l’assenza di danni a livello intestinale e il mantenimento di un microbiota stabile e resiliente. Un dato particolarmente interessante riguarda l’interazione tra i due composti: l’acido laurico sembra attenuare alcune modificazioni intestinali associate alla sola chitina, suggerendo un effetto sinergico che potrebbe aprire nuove prospettive nella formulazione dei mangimi.
Il progetto, finanziato dal Fondo per il Programma Nazionale di Ricerca - progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2022) attivo fino a febbraio 2027, si inserisce pienamente nelle strategie europee legate all’economia circolare e all’approccio One Health, che considera interconnesse la salute umana, animale e ambientale. I risultati rappresentano un passo significativo verso lo sviluppo di mangimi funzionali di nuova generazione capaci di coniugare sostenibilità ambientale, benessere animale e sicurezza delle produzioni ittiche. I prossimi passi prevedono: il consolidamento dei risultati sperimentali, l’approfondimento dei meccanismi molecolari coinvolti, lo sviluppo concreto di mangimi funzionali destinati al mercato.
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