Pubblicato il: 29/05/2026
Salute globale e accesso alle cure: l’impegno della Statale

Salute globale e accesso alle cure: l’impegno della Statale

Confronto internazionale sui temi della chirurgia globale, dell’equità nell’accesso alle cure e delle sfide sanitarie nei contesti a risorse limitate: se ne è parlato in occasione del convegno “Global Surgery: Equity, Access, and Innovation in Surgical and Perioperative Care”, promosso dall’Università degli Studi di Milano, con il supporto del prof. Daniele Dondossola, docente di Chirurgia Generale dell’Università di Milano e del prof. Antonio Pesenti, professore Emerito in Anestesiologi e Rianimazione dell’Università degli Studi di Milano, che si è tenuto martedì 26 maggio nell’Aula Magna della Clinica del Lavoro Luigi Devoto.

Il convegno, introdotto da Paola Catenaccio, prorettrice all’Internazionalizzazione dell’Università Statale di Milano, e da Francesco Blasi, prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario Nazionale, a cui ha partecipato la delegata alla Cooperazione allo sviluppo di area medica e docente di Patologia Generale della Statale, Stefania Recalcati, ha avuto come ospite d’eccezione Emmanuel Malabo Makasa, tra le principali figure di riferimento della Global Surgery, Professore di Global Surgery e fondatore del Southern Africa Development Community’s University of Witwatersrand Regional Collaboration Centre for Surgical Healthcare Improvement (WitSSurg). Il suo intervento ha offerto una prospettiva unica sulle realtà cliniche e organizzative legate al burden delle malattie chirurgiche non trattate nei Paesi a basso e medio reddito.

Inoltre, l’incontro ha visto la partecipazione di esperti dell’Università degli Studi di Milano e di professionisti attivi nella cooperazione sanitaria internazionale, con approfondimenti dedicati all’anestesia e terapia intensiva, alle infezioni perioperatorie, alla formazione universitaria e al coinvolgimento delle nuove generazioni nella medicina globale. Hanno partecipato al confronto i coordinatori del Centre for Multidisciplinary Action for Global Health (MAGH), dell’Università degli Studi di Milano, il Professor Fabrizio Tediosi, coordinatore del Master in Global Health, e il Professor Andrea Gori, Direttore del Centro Regionale per le Malattie Infettive (CeReMi), offrendo importanti contributi alla riflessione sulle sfide e le prospettive della salute globale.

L’evento è stata un’occasione per creare uno spazio di dialogo multidisciplinare per promuovere innovazione, collaborazione internazionale e sviluppo di modelli di cura più equi e sostenibili. Questi sono anche i punti cardini del Policy Framework, redatto da un gruppo di lavoro diretto dal Centro MAGH, e del Decalogo per collaborazioni etiche e inclusive nella salute globaledeliberati dal Senato Accademico dell’Ateneo lo scorso novembre. Entrambi i documenti definiscono principi, valori e linee guida per tutte le collaborazioni internazionali dell’Ateneo in ambito salute.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che le grandi sfide contemporanee – dalle pandemie ai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze sanitarie alla resistenza antimicrobica – richiedono cooperazione internazionale, responsabilità condivisa e partnership costruite su basi etiche, scientifiche e istituzionali solide”, spiega la professoressa Stefania Recalcati.

Tra i punti centrali del Decalogo: la progettazione congiunta delle iniziative, la leadership condivisa, il contrasto alle disuguaglianze e agli squilibri di potere, il rafforzamento reciproco delle competenze, la tutela dell’ambiente e l’adozione di un approccio One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale ed ecosistemi. Inoltre, l’approvazione del documento rappresenta un passaggio importante nella strategia di internazionalizzazione dell’Ateneo e consolida il ruolo dell’Università degli Studi di Milano come attore impegnato nella costruzione di collaborazioni globali responsabili, inclusive e orientate all’impatto sociale.