Pubblicato il: 28/07/2026
La Statale nella EU Science Diplomacy Alliance

La Statale nella EU Science Diplomacy Alliance

L’Università Statale di Milano aderisce alla EU Science Diplomacy Alliance, la più ampia iniziativa collaborativa nel campo della diplomazia scientifica europea. L’alleanza riunisce 59 membri provenienti da 18 Stati membri dell’UE e 26 partner di networking a livello globale di 15 Paesi extra UE.

Lanciata dai progetti di diplomazia scientifica S4D4C, InsSciDE ed EL-CSID, finanziati dal programma Horizon 2020 dell'UE, l’alleanza nasce con l'obiettivo di sostenere e sviluppare ulteriormente le reti, l'impatto e il patrimonio di competenze generati da queste iniziative.

L’Alleanza promuove il dialogo e la collaborazione tra i diversi attori del settore, sostiene attività di formazione, il rafforzamento delle capacità istituzionali e il coordinamento di opportunità di finanziamento congiunte e candidature a bandi, ove opportuno.
Inoltre, l’alleanza fa da punto di riferimento per attività di cooperazione e coordinamento volontario, valorizzando le competenze e l’impegno dei propri membri e delle reti partner per individuare aree prioritarie e sviluppare iniziative innovative.

L'adesione dell'Università degli Studi di Milano alla European Union Science Diplomacy Alliancerappresenta un importante passo avanti nella strategia di internazionalizzazione del nostro Ateneo. In un contesto globale sempre più complesso, la diplomazia scientifica è uno strumento fondamentale per rafforzare il dialogo internazionale, creare nuove opportunità di collaborazione e valorizzare il contributo della ricerca alla definizione delle politiche pubbliche - dichiara Paola Catenaccio, prorettrice all’Internazionalizzazione - Entrare a far parte di questa rete significa mettere a sistema le competenze della nostra comunità accademica e contribuire attivamente allo sviluppo di una dimensione europea della science diplomacy. Per l'Università degli Studi di Milano è un'opportunità per consolidare il proprio ruolo nelle reti internazionali e promuovere una cooperazione scientifica sempre più aperta, responsabile e orientata all'impatto”.