Proiezione del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo" all'Università Statale
Il 13 aprile si è svolto nell’Aula Magna di via Festa del Perdono 7 un incontro con la proiezione speciale del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo", prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni.
Hanno aperto la giornata la rettrice Marina Brambilla e la senatrice a vita e docente in Statale, Elena Cattaneo. A seguire il dibattito con Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio Regeni; Alessandra Ballerini, avvocata e legale della famiglia Regeni; Emanuele Cava, autore di “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”; e Stefano Simonetta, prorettore ai Servizi agli studenti e Diritto allo studio. Il dibattito è stato moderato da Lorenza Ghidini, direttrice di Radio popolare.
L’evento è stato organizzato dall’Università Statale di Milano nell’ambito dell’iniziativa "Le Università per Giulio Regeni", promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore e consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in 76 Atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini.
L’iniziativa era stata presentata in Senato con una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini, il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi.
“La Statale aderisce con convinzione all’iniziativa promossa da Elena Cattaneo, nostra docente, senatrice a vita e anima di questo progetto, che ha saputo unire al fianco dei genitori di Giulio e della loro straordinaria azione di testimonianza l’intero sistema universitario italiano: nel nome del rispetto dei diritti umani fondamentali, della libertà della ricerca e del diritto dovere alla verità e alla giustizia.Giulio Regeni era un giovane ricercatore pieno di talento che stava esercitando con dedizione il diritto che è alla base di ogni progresso umano, quello al libero esercizio della conoscenza, che per definizione non conosce vincoli o confini. La vita che Giulio aveva scelto rappresenta al livello più alto la libertà della scienza e della conoscenza: virtù umana per eccellenza, sostanza di ogni progresso, principio che ci definisce come università e che abbiamo il dovere di presidiare, difendere e sviluppare.
La barbarie che ha spento la sua voce rappresenta non solo la negazione di quella libertà ma di ogni libertà. Per questo, anche per questo, Giulio rappresenta ognuno di noi. La sua eredità e la valorosa testimonianza dei suoi genitori sono e resteranno una preziosa ispirazione per tutti noi", ha evidenziato la rettrice Marina Brambilla.
"Con questa iniziativa non vogliamo ricordare Giulio come vittima, ma come protagonista delle sue scelte e dei suoi studi - ha detto la senatrice a vita e docente della Statale, Elena Cattaneo -. Abbiamo scelto di farlo nelle università e di mostrare questo docufilm che ha un valore e un interesse culturale nazionale che la presenza di tante persone in questa Aula Magna sta testimoniando. Dal docufilm ho imparato alcune cose: la prima è il significato della parola integrità, quella che dimostra Giulio nella sua attività di ricerca. Integrità significa fare la cosa giusta quando nessuno ti vede. E ho imparato la dignità di una mamma e di un papà".
“Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui.”
"Giulio - ha detto il prorettore ai Servizi agli studenti e Diritto allo studio, Stefano Simonetta - è un esempio di cosa significa esigere il diritto allo studio, è un esempio di tanti studenti e ricercatori precari. E sottolineo questa parola, 'precari', perché il diritto alla ricerca dovrebbe anche essere garantito dalla possibilità di esercitarlo con serenità. Giulio è anche l'emblema di quanto è importante conoscere le realtà, studiare, approfondire le culture degli altri Paesi. Ho pensato a Giulio anche quando abbiamo accolto decine di studenti da Gaza che abbiamo voluto aiutare perché potessero fare quello che Giulio faceva in Egitto: studiare e soddisfare la propria sete di conoscenza".
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