Pubblicato il: 11/06/2026
Cortile del Settecento dell'Università Statale di Milano

Cortile del Settecento dell'Università Statale di Milano

L’Università Statale di Milano si conferma il principale Polo universitario penitenziario italiano: è quanto emerge dal Rapporto 2026 della Conferenza nazionale dei Poli universitari penitenziari (CNUPP), presentato al termine dell’assemblea nazionale che si è svolta a Sassari dal 28 al 30 maggio. Ancora una volta, la Statale si distingue non solo per il numero di studenti e studentesse coinvolti, ma anche per la capacità di crescita e per l’ampiezza delle attività proposte. Un impegno avviato nel 2015 con il Progetto Carcere dell’università. 

"La crescita costante del Polo universitario penitenziario della Statale ci riempie di orgoglio. A darci particolare soddisfazione sono il numero degli esami svolti, testimonianza della vitalità del progetto, il coinvolgimento di quasi tutti i Dipartimenti dell’Ateneo e l’entusiasmo con cui anche quest’anno la nostra comunità studentesca ha accolto l’invito a prendere parte alle attività in carcere, con oltre 200 iscritti ai corsi tenuti all’interno degli istituti penitenziari e 230 tutor attivi”, dichiara Stefano Simonetta, prorettore ai Servizi agli Studenti e Diritto allo studio della Statale e referente del Progetto Carcere dell’Ateneo.

La CNUPP, istituita nel 2018 in seno alla CRUI, riunisce 55 università tra pubbliche e private con l’obiettivo di facilitare l’accesso agli studi universitari a quasi 2mila persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Sono 201 le studentesse e gli studenti iscritti ai corsi dell’Università Statale di Milano, di cui 8 donne e 26 stranieri. Si tratta di una popolazione studentesca articolata e distribuita tra diversi regimi detentivi: 104 persone si trovano in media sicurezza, 47 in alta sicurezza, 5 nel circuito del 41 bis e 41 in altre condizioni tra comunità, misure alternative e fine pena. Tra questi ultimi si segnala anche la presenza di una persona per la quale è stata attivata la carriera alias, primo caso all’interno del progetto, a conferma dell’attenzione verso percorsi sempre più inclusivi.

Dal punto di vista anagrafico, la distribuzione per età evidenzia una partecipazione ampia e trasversale: 6 studenti hanno tra i 18 e i 24 anni, 17 tra i 25 e i 30, 23 tra i 31 e i 35, 8 tra i 36 e i 40 e 20 tra i 41 e i 45. Cresce significativamente la presenza nelle fasce più mature, con 27 iscritti tra i 46 e i 50 anni, 29 tra i 51 e i 55, 24 tra i 56 e i 60 e ben 47 oltre i 60 anni.

Gli studenti e le studentesse sono distribuiti in diversi istituti penitenziari, con una concentrazione maggiore a Bollate (58 studenti, di cui 5 donne) e Opera (48). Seguono Voghera (26), Pavia (9), Monza (5) e altri istituti (12).

Elemento chiave del progetto è la rete dei tutor, senza la quale le attività non sarebbero possibili. Attualmente sono 230 quelli attivi, che affiancano gli studenti e le studentesse lungo tutto il percorso universitario. Il supporto è spesso rafforzato da un doppio affiancamento, con tutor dedicati a specifiche esigenze, come la lingua inglese o le discipline STEM. Non di rado il rapporto tra tutor e studenti prosegue anche oltre la conclusione del percorso accademico, segno della profondità delle relazioni costruite nel tempo.

L’offerta formativa della Statale si distingue per ampiezza e varietà: sono coinvolti 27 dipartimenti su 31 e 43 corsi di laurea, consentendo agli studenti e alle studentesse di scegliere tra numerosi ambiti disciplinari. Tra i corsi triennali con più iscritti si confermano Filosofia (22 studenti), Scienze umanistiche per la comunicazione (19), Scienze dei servizi giuridici (13) e Geografia, ambiente e territorio (13). Seguono Comunicazione e società (12) e Mediazione linguistica e culturale (12), oltre a Scienze politiche, Lettere, Beni culturali, Economia e management (tutti con 10 studenti), e Storia (7).

A livello di classi di laurea, la più scelta è la L-20 in Scienze della comunicazione (31 iscritti), seguita dalla L-5 in Filosofia (19 iscritti) e dalla L-36 in Scienze politiche e delle relazioni internazionali (16 iscritti).

Gli iscritti ai corsi di laurea triennale rappresentano la maggioranza, con 176 fra studentesse e studenti, tra cui 65 immatricolati nell’ultimo anno. Sono 25 gli iscritti alle lauree magistrali e a ciclo unico, con 6 nuove immatricolazioni, tra cui spiccano Giurisprudenza (11 studenti) e Scienze filosofiche (3).

Accanto ai dati sugli iscritti, si conferma anche l’intensità dell’attività didattica. Nel 2025 sono stati sostenuti 227 esami, a testimonianza di un lavoro continuo che vede docenti e tutor impegnati quotidianamente negli istituti penitenziari, sia in presenza sia da remoto, soprattutto nelle sedi più periferiche. Nello stesso anno si registrano anche i primi risultati in termini di conseguimento del titolo: 2 laureati nei percorsi triennali e 2 nelle lauree magistrali. Numeri che restituiscono l’immagine di un sistema in crescita, capace di garantire continuità e qualità dell’offerta formativa anche in contesti complessi.

Per l’Università Statale di Milano, il Polo universitario penitenziario rappresenta oggi non solo un ambito di intervento consolidato, ma anche uno spazio in cui il diritto allo studio si traduce concretamente in inclusione, accesso alla conoscenza e possibilità di costruire nuovi percorsi personali e professionali.

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