02503 15548
Stazione Valchiavenna: Crossing Paths, arte e scienza raccontano il cambiamento climatico
Dopo dieci giorni di lavoro sul campo in Valchiavenna, il progetto Crossing Paths: Stories of Vulnerability and Resilience si prepara alla sua fase conclusiva. La residenza artistica, ospitata a Chiavenna dal 19 al 28 giugno e promossa dalla Stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino, sede distaccata del dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università Statale di Milano, culminerà infatti il 4 settembre 2026 con l’inaugurazione di una mostra di arte contemporanea site-specific nella suggestiva Caurga del Parco Archeologico-Botanico del Paradiso di Chiavenna.
L’iniziativa nasce dall’idea di mettere in dialogo ricerca scientifica e linguaggi artistici per affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: gli effetti del cambiamento climatico sui territori alpini. La Valchiavenna, area particolarmente esposta ai fenomeni di dissesto idrogeologico, è diventata così un laboratorio a cielo aperto in cui osservare come frane e trasformazioni del paesaggio incidano non solo sull’ambiente, ma anche sulla memoria e sulla vita delle comunità locali.
“La Stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino opera sul territorio da oltre vent’anni attraverso attività di divulgazione, formazione e confronto con la comunità locale - spiega Corrado Camera, responsabile scientifico della Stazione Valchiavenna - Con questa residenza artistica abbiamo deciso di sperimentare un approccio diverso, mettendo in relazione il linguaggio della scienza con quello dell’arte contemporanea. Per il nostro team è stata una sfida importante: comunicare temi complessi come il rischio naturale attraverso modalità nuove, capaci di coinvolgere anche la dimensione emotiva e percettiva”.
Protagonisti della residenza sono stati otto artisti under 35 – Giulia Facchin, Maicol Formolli, Chiara Peruch, Gioele Provenzano, Anna Quaranta, Giorgia Tognoli, Umberto Zanette e Rebecca Zen – selezionati attraverso una call aperta. Durante i dieci giorni di residenza, hanno camminato insieme al team di geologi e ricercatori della Stazione Valchiavenna, hanno consultato gli archivi scientifici, incontrato gli abitanti del territorio, visitato le dighe e gli impianti idroelettrici di A2A Life Company sul territorio valchiavennasco e dialogato con esperti di istituzioni come il MUSE – Museo delle Scienze di Trento e ARPA Lombardia, artigiani, operatrici artistiche locali dell’Associazione Luminanda APS e storici dell’arte.
L’obiettivo era trasformare dati, osservazioni e conoscenze tecniche in opere capaci di parlare a un pubblico più ampio. In questo percorso l'arte diventa uno spazio di dialogo in cui fenomeni spesso confinati nelle analisi scientifiche acquistano una dimensione percettiva ed emotiva, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza delle conseguenze del cambiamento climatico in ambiente montano.
L’esperienza ha rappresentato un’occasione di crescita anche per il gruppo di ricerca. “L’entusiasmo con cui gli artisti hanno accolto questa proposta ci ha confermato di aver intrapreso una strada promettente - prosegue Camera -Abbiamo grandi aspettative per la mostra di settembre e per l’impatto che questo nuovo modo di fare mediazione scientifica potrà avere sul territorio, contribuendo a una maggiore consapevolezza del rapporto tra uomo e ambiente. Inoltre, l’apertura verso il mondo dell’arte ci ha permesso di attivare nuove collaborazioni interdisciplinari e intercettare opportunità che fino a poco tempo fa non avremmo considerato possibili per il nostro gruppo di ricerca”.
Il risultato di questo lavoro confluirà nella mostra di settembre. La Caurga, profonda cavità nella roccia scavata dall’estrazione della pietra ollare fin dall’epoca romana, ospiterà opere ispirate alle diverse fasi del dissesto: dalla quiescenza all’innesco, dal collasso alla ricostruzione, fino alla memoria di eventi e luoghi. L’esposizione sarà visitabile da scuole, gruppi di ricerca, turisti e cittadini, offrendo un’occasione per conoscere da vicino sia il patrimonio naturale della valle sia le più recenti ricerche sul dissesto idrogeologico.
Il progetto è realizzato in collaborazione con la Comunità Montana della Valchiavenna e con il patrocinio del Comune di Chiavenna, del Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna e di Pro Chiavenna. A sostenerlo sono A2A Life Company, Succetti Graniti e Pasta Moro, partner di un’iniziativa che sperimenta nuove forme di dialogo tra università, territorio, arte contemporanea e ricerca ambientale.
Contatti
-
Camera Corrado Alberto Sigfrido
Dipartimento di Scienze della Terra Ardito Desio
Potrebbero interessarti anche