Il gruppo di ricercatrici e ricercatori selezionato per TALES
Nadia Mansour, ricercatrice del dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti, è tra le vincitrici di TALES - The Art of Life Sciences, il concorso promosso da "BION – Cluster lombardo scienze della vita" con l'obiettivo di valorizzare le immagini generate nell’ambito della ricerca scientifica e trasformarle in uno strumento di dialogo tra scienza e società. Sono sei le giovani ricercatrici di istituzioni e centri della ricerca ella Lombardia premiate.
Dopo una selezione online che ha coinvolto 30 finalisti, di cui 10 ricercatori e ricercatrici della Statale, si è tenuto oggi, in occasione della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, l'evento di premiazione con sei riconoscimenti ad altrettante ricercatrici.
Premiate Marica Rosaria Ippolito (Istituto Europeo di Oncologia) per ‘Inner Cosmos: cromosomi fuori orbita’, Laura Bonanomi (Human Technopole) per ‘Il citoscheletro: come una metropolitana nella città della cellula’, Emilia Petillo (Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri) per ‘L’infinitamente piccolo contro la paralisi’, Nadia Mansour (Università degli Studi di Milano) per ‘Lung Gogh’, Francesca Caselli (Università degli Studi di Milano – Bicocca) per Stella Antartica e Michela Dosi (Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) per ‘Battito scarlatto’.
Fino a domenica 27 settembre, le 30 immagini selezionate nella prima fase sulle 148 partecipanti al contest sono esposte sui totem digitali di 6 stazioni della metropolitana di Milano (Duomo, San Babila, Centrale, Cadorna, Garibaldi, Porta Genova).
“TALES - ha detto Gianluca Vago, presidente di BION - rappresenta uno spazio di collaborazione per il tessuto lombardo delle scienze della vita. Attraverso la partecipazione di IRCCS, università, centri di ricerca, il progetto costruisce una cornice comune in cui le diverse realtà del territorio lombardo si raccontano alla società come parte di un sistema integrato di competenze, ricerca e innovazione, attraverso il linguaggio universale dell’arte. Questi contenuti escono dai laboratori per incontrare il pubblico, offrendo una nuova prospettiva sul lavoro quotidiano di chi studia e sviluppa nuove soluzioni per la salute", conclude il professor Vago, direttore del dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia della Statale.
L'immagine vincitrice e la sua descrizione
Lung Gogh
A prima vista le spirali di luce ricordano la Notte stellata di Van Gogh, ma questo non è il cosmo: è un polmone osservato tramite tecniche di biologia spaziale. Le stelle sono in realtà comunità di cellule che si aggregano nel tessuto e ne influenzano il destino. In un polmone da retrapianto come questo, queste comunità potrebbero contribuire al danno cronico dell'organo. La biologia spaziale ne rivela la presenza e le interazioni, creando paesaggi biologici inaspettati e suggestivi.
L'immagine di Nadia Mansour, tra le vincitrici del concorso
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