3285414238
Tumore delle corde vocali: scoperto il codice molecolare che ‘accelera’ la malattia
Come fa un tessuto compatto e protettivo a trasformarsi in una massa fluida capace di invadere l'organismo? La risposta arriva da una ricerca condotta dal dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano e dall’IFOM. Lo studio, appena pubblicato sulla rivista Advanced Science, ha identificato per la prima volta il programma molecolare che controlla la transizione di fase nel carcinoma delle corde vocali e nei tumori squamocellulari, un processo rilevante perché favorisce la diffusione della malattia.
In condizioni fisiologiche i tessuti epiteliali si trovano in uno stato definito in fisica jammed, ovvero bloccato, dove le cellule sono serrate tra loro per limitare il movimento e agire come una barriera protettiva. Tuttavia, per progredire e dare origine a metastasi, le cellule tumorali devono superare questo ostacolo fisico. Giorgio Scita, docente di Patologia Generale presso l’Università Statale di Milano e direttore di laboratorio in IFOM, spiega che i tessuti sani resistono alle forze meccaniche della fonazione o della respirazione mantenendo l'integrità, mentre le cellule tumorali delle corde vocali attivano un programma specifico per passare allo stato unjammed, che è fluido. Non si tratta di una reazione passiva alle sollecitazioni fisiche ma di un processo molecolare orchestrato che permette movimenti collettivi coordinati simili a uno stormo di uccelli in volo.
Il team di ricerca guidato da Scita e dalla prima autrice Hind Abdo ha utilizzato tecnologie d’avanguardia tra cui l’imaging in tempo reale e l'editing genomico CRISPR-Cas9 per mappare questo cambiamento. Il cuore della scoperta risiede nel ruolo dei fattori di crescita EGF e AREG che fungono da interruttori per attivare le connessine Cx26 e Cx31, ovvero proteine che formano canali tra cellule adiacenti per lo scambio di fluidi e segnali. Quando queste connessine sono espresse, le cellule iniziano a fluttuare di volume in modo sincronizzato, liquefacendo il tessuto e permettendogli di muoversi, mentre l'eliminazione genetica di queste proteine arresta bruscamente il movimento invasivo.
“Ciò che rende questa scoperta concettualmente rilevante è che abbiamo identificato un programma molecolare preciso e non una risposta passiva a sollecitazioni fisiche. Tale programma consente la transizione del tessuto da uno stato solido e immobile a uno fluido e invasivo. Un livello di controllo molecolare di questo tipo non era ancora stato dimostrato in questo contesto”, afferma Giorgio Scita.
L'importanza della scoperta è confermata dai dati clinici che indicano come un’elevata presenza di Cx26 sia direttamente correlata a una minore sopravvivenza nei pazienti. Le cellule del tumore delle corde vocali presentano livelli di connessine costantemente alti e questo le rende naturalmente inclini alla diffusione. L'identificazione di questo programma molecolare preciso apre strade terapeutiche inedite poiché esistono già inibitori delle connessine che potranno essere testati in studi futuri per bloccare la transizione fluida e la capacità invasiva della malattia. Lo studio è stato reso possibile grazie ai finanziamenti di Fondazione AIRC e dell'Unione Europea tramite un progetto ERC-Synergy.
Contatti
-
Giorgio Scita
Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia
Potrebbero interessarti anche