Pubblicato il: 19/11/2019
Analisi al microscopio

Analisi al microscopio

Si chiama "ACAciA" (Deciphering the role of ADAM10 and CAP2 in Age-related Accumulation of deficits) il progetto di ricerca biomedica, finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dal team di Elena Marcello, docente del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell'Università Statale di Milano che indagherà le malattie legate all'invecchiamento e, più nello specifico, si occuperà di comprendere i meccanismi biologici e patofisiologici alla base della sindrome geriatrica della fragilità. Partner del progetto sono la Philipps Universität Marburg (Germania) e la Fondazione IRCSS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

L'invecchiamento è una condizione che si sviluppa gradualmente nel tempo iniziando da piccoli deficit che coinvolgono il benessere generale e che si accumulano nel tempo. Se considerati separatamente hanno un piccolo effetto sulla salute, ma la loro sommatoria ha un impatto notevole sulla fisiologia dell'organismo che si traduce in debolezza e perdita della forza muscolare. In questo ambito, sempre più dati dimostrano un legame tra fragilità, declino cognitivo e demenza, caratteristiche fenotipiche spesso associate alla malattia di Alzheimer. Durante l'invecchiamento l'interazione tra fragilità fisica e declino cognitivo determinano una bassa qualità della vita. Quindi, nell'ottica di un approccio olistico, è fondamentale comprendere nei soggetti anziani/fragili l'interazione tra i diversi organi. Allo stesso modo, cambiamenti nella funzionalità dei mitocondri, vere e proprie fonti di energia della cellula, non possono essere sottovalutati.

Alla luce di queste considerazioni, i ricercatori dell'Università Statale di Milano - Elena Marcello, Massimiliano Ruscica, Chiara Macchi e Silvia Pelucchi - si propongono con il progetto "ACAciA" di comprendere approfonditamente la natura biologica del cross-talk tra sistema neurologico e muscoloscheletrico, due facce della stessa medaglia nel processo dell’invecchiamento.

L'ipotesi alla base del progetto è che il complesso formato dalle proteine ADAM10 e CAP2 svolga un ruolo primario sia a livello centrale (neurone) che periferico (muscolo). Mediante l’utilizzo di approcci scientifici traslazionali, i ricercatori italiani e tedeschi, si pongono, quindi, l'obiettivo di studiare questi aspetti sia in modelli sperimentali che in una popolazione anziana/fragile, allo scopo anche di validare biomarcatori precoci di declino sia fisico che cognitivo.

 

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