Un momento dell'evento all'Università Bicocca
Dai Digital twin delle reti idriche, utili a prevedere e ottimizzare i consumi, al LabXAS, che utilizza nuovi sistemi a raggi X in grado di analizzare materiali strategici per energia e industria; dal Milano Circularity Framework – un modello con 274 indicatori che ridisegna gli standard della moda circolare – ai Living Lab che monitorano biodiversità, aria, mobilità e sicurezza nelle strade milanesi, con ricadute immediate sulla qualità della vita urbana. Sono alcuni dei progetti avviati nei tre anni dall’inizio del progetto MUSA- Multilayered Urban Sustainability Action, finanziato con 110 milioni di euro dal Mur, nell’ambito del Pnrr, presentati durante la prima delle due giornate dell’evento “MUSA, i percorsi dell’innovazione sostenibile”, che si è tenuta all’Università degli studi di Milano- Bicocca.
Tra le presenze istituzionali, Giovanna Iannantuoni, Presidente MUSA Scarl; Alessia Cappello, Assessora Sviluppo Economico e Politiche del lavoro Comune di Milano; Carlo Salvato, Prorettore Vicario Università Bocconi; Marco Bocciolone, Delegato al Trasferimento Tecnologico Politecnico di Milano; Marina Brambilla, Rettrice Università degli Studi di Milano; Marco Orlandi, Rettore Università di Milano-Bicocca.
“MUSA è nata come un progetto ed è diventata un modello di cooperazione che ha saputo superare le barriere tra atenei, aziende e istituzioni. Un modello scientifico che ha lasciato un’impronta profonda e che vuole continuare a funzionare, portando prototipi e risultati oltre i confini di Milano, della Lombardia e dell’Italia stessa. MUSA è un’infrastruttura che continuerà a generare valore”, ha commentato Giovanna Iannantuoni.
"MUSA ha rappresentato, credo per la prima volta in modo così paradigmatico, un nuovo modo di fare ricerca e di produrre innovazione all’interno di un ecosistema corale, trasversale ad ambiti disciplinari e organizzativi diversi, che per tre anni hanno messo a fattor comune idee e metodi per pensare alla città del futuro - ha detto la rettrice della Statale, Marina Brambilla -. MUSA si è consolidata come punto di riferimento per la ricerca scientifica e l'innovazione a livello locale e nazionale perché siamo riusciti, insieme, a cogliere una grande opportunità – che ci è stata data nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – quella di sviluppare una collaborazione scientifica interdisciplinare ed interuniversitaria e che ha attivamente coinvolto e coordinato l’impegno di molti attori diversi: oltre alla università, enti di ricerca, istituzioni, imprese, terzo settore e fondazioni".
La rettrice ha anche ricordato il contributo dell'Ateneo che ha mobilitato "numeri importanti: 13 dipartimenti coinvolti, 290 tra docenti e ricercatori, 100 unità di personale dedicato arruolato".
Tre anni di Musa
Il lavoro - che ha coinvolto oltre mille ricercatori e ricercatrici, 24 tra imprese e partner pubblici come Comune di Milano e Regione Lombardia - ha dato vita a 9 Living Lab e 5 Joint Lab, a 4 brevetti nei settori delle tecnologie energetiche, sensoristica avanzata, materiali innovativi e sistemi di monitoraggio urbano. Oltre 150 i progetti avviati durante i 3 anni di Musa.
Tra questi, il digital twin delle reti idriche, sviluppato dal Politecnico di Milano in collaborazione con utility e partner industriali, che permette di creare repliche digitali delle infrastrutture idriche per prevedere consumi, monitorare guasti e ottimizzare la gestione della rete. Attraverso piattaforme sperimentali come E-NET e tecnologie di energy harvesting come GreenValve, il progetto sta accelerando il trasferimento tecnologico verso gestori e professionisti, aprendo la strada a sistemi idrici più resilienti e sostenibili.
Tra le iniziative messe in campo, anche il progetto che prevede nuovi sistemi avanzati a raggi X, progettati per rendere accessibile in laboratorio una tecnica finora disponibile solo presso grandi infrastrutture di ricerca. Il progetto LabXAS – sviluppato al Politecnico di Milano – introduce infatti uno spettrometro da banco capace di analizzare materiali critici per energia, industria e transizione ecologica, riducendo costi, dimensioni e complessità rispetto alle strumentazioni tradizionali. Una tecnologia che accelera la caratterizzazione di nuovi materiali e amplia le possibilità di collaborazione tra università, imprese e centri di ricerca.
I Living Lab e i Joint Lab rappresentano spazi di sperimentazione condivisa tra ricercatori, imprese e istituzioni: luoghi in cui si sviluppano prototipi e si testano soluzioni direttamente sul territorio o all’interno delle aziende partner. Tra le collaborazioni attive figurano/emergono Huawei, Infineon, Thales Alenia Space, Eni, Pirelli ed Edison. Tra i progetti di maggior impatto si distinguono i Social Inclusion Hub, che contrastano fragilità educative e divari digitali; le nuove piattaforme di sanità digitale per telemedicina e prevenzione; gli studi sulla geotermia da falda acquifera realizzati con il Comune di Milano; l’impianto fotovoltaico intelligente sviluppato con Edison nel Parco Nord – uno dei simboli della collaborazione tra ricerca, imprese e territorio – e la riqualificazione di Piazza della Scienza.
Il 4 dicembre, l'evento a Palazzo Reale con uno sguardo rivolto al futuro dell’ecosistema. Dopo l’intervento della Presidente Iannantuoni, la presentazione del Piano Strategico Triennale del Direttore Generale di Musa Scarl Vittorio Biondi e il bilancio del Coordinatore scientifico Salvatore Torrisi, la premiazione dei sei poster più innovativi e delle sei PMI vincitrici del bando Next Generation PMI, attraverso cui MUSA ha messo a disposizione 150 mila euro a fondo perduto.
Gabriele Civitarese premiato per SERENADE Pilot.
Di seguito i due poster della Statale premiati il 4 dicembre a Palazzo Reale nell'ambito dell'dell'evento "MUSA, i percorsi dell’innovazione sostenibile”.
The SERENADE pilot: our experience in detecting behavioral changes in the home of elderly subjects.
Il progetto sperimentale SERENADE, coordinato dal Everyware Lab del Dipartimento di Informatica, di cui Gabriele Civitarese è co-PI, utilizza sistemi di monitoraggio non invasivi per rilevare cambiamenti comportamentali negli anziani, con l’obiettivo di migliorare prevenzione, assistenza e qualità della vita.
Eleonora Gregori Ferri per Planning Game.
The Planning Game. Inclusion and Coordination in the Governance of Urban Regeneration Projects.
Un lavoro, coordinato da Eleonora Gregori Ferri, dedicato ai processi partecipativi nelle trasformazioni urbane, che analizza come strumenti collaborativi possano favorire inclusione, coordinamento e una governance più efficace dei progetti di rigenerazione.
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