Pubblicato il: 15/09/2021
Localizzazione della successione rocciosa studiata nel Mare di Weddell (Ocean Drilling Program Site 692) rappresentata nella paleogeografia della Terra di circa 130 milioni di anni fa (Cretacico Inferiore). La paleomappa è presa dal progetto Paleomap di Scotese (doi:10.13140/2.1.1284.1768)

Localizzazione della successione rocciosa studiata nel Mare di Weddell (Ocean Drilling Program Site 692) rappresentata nella paleogeografia della Terra di circa 130 milioni di anni fa (Cretacico Inferiore). La paleomappa è presa dal progetto Paleomap di Scotese (doi:10.13140/2.1.1284.1768)

L’Evento Weissert fu un significativo episodio di raffreddamento globale avvenuto circa 130 milioni di anni fa e che interruppe il clima "effetto serra" del Mesozoico, quando i dinosauri ancora dominavo il Pianeta. Questo importante momento nella storia della Terra è stato oggetto di uno studio, pubblicato su Nature Communications, da parte di un team di ricerca interdisciplinare e internazionale coordinato da Elisabetta Erba, docente del dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio”. I ricercatori, in particolare, sono stati in grado di quantificare il calo delle temperature che si verificò durante l’ Evento Weissert e, aspetto molto importante, la riduzione della CO2 atmosferica conseguente a quell’evento.

Questa ricerca – spiega Liyenne Cavalheiro, dottoranda del Corso di Dottorato in Scienze della Terra dell’Università Statale di Milano, prima autrice dell’articolo - attraverso una precisa datazione, una caratterizzazione geologica multiparametrica e l’utilizzo di modelli climatici all’avanguardia, ha permesso di ottenere una nuova intercalibrazione tra la temperatura superficiale degli oceani e la concentrazione di CO2 atmosferica. Dunque, il nostro studio permette di stimare quali potrebbero essere le conseguenze di una riduzione della CO2 atmosferica sulla temperatura del pianeta”.

Prima dell'Evento Weissert, durante il Cretacico (ultimo periodo dell'era Mesozoica), sono state raggiunte le più alte temperature e concentrazioni di CO2 degli ultimi 300 milioni di anni con evidenza di acidificazione degli oceani e estrema carenza di ossigeno sui fondali marini. Il mondo era molto diverso da come lo conosciamo oggi, con una diversa configurazione e distribuzione di continenti e oceani e, soprattutto, privo di calotte glaciali a causa del clima estremamente caldo.

I ricercatori hanno analizzato sedimenti marini del Cretacico prelevati dall'Ocean Drilling Program nel Mare di Weddell in prossimità del continente antartico. Sedimenti che, ancora oggi, dopo 130 milioni di anni, preservano una serie di parametri ambientali che hanno permesso di ricostruire in dettaglio il grande cambiamento climatico dell’ Evento Weissert. In questo senso, infatti, le successioni rocciose offrono l’opportunità di comprendere come clima e CO2 varino in risposta a cause esclusivamente naturali.

Fondamentale per i ricercatori è stata la precisa datazione ottenuta attraverso microfossili e isotopi stabili del carbonio. Gli archeobatteri ancora conservati nelle rocce analizzate, inoltre, hanno permesso di ricavare le temperature oceaniche che mostrano un netto raffreddamento durante l’ Evento Weissert, con un calo delle temperature superficiali di circa 3–4 °C alle alte latitudini dell’emisfero meridionale. Questi nuovi dati sono stati fondamentali per innovative simulazioni paleo-climatiche. La modellazione, che ha tenuto conto anche di dati precedenti ottenuti in varie località a diverse latitudini nei due emisferi, ha prodotto così una ricostruzione coerente che evidenzia, contemporaneamente al raffreddamento medio globale di circa 3.0 °C (±1,7 °C), una riduzione di circa il 40% della CO2 atmosferica.

"Questo cambiamento climatico – spiegano in conclusione i ricercatori - ha permesso la formazione locale di ghiaccio polare nelle zone costiere sia artiche che antartiche in un contesto paleogeografico assolutamente privo di calotte glaciali. La ricerca svolta rappresenta un tassello cruciale per la comprensione delle relazioni a medio e lungo termine delle fluttuazioni della CO2 atmosferica e delle traiettorie climatiche, nonché per capire la propagazione del calore sulla Terra che controlla la quantità di ghiaccio nelle regioni polari. Questa ricerca dimostra come la dinamica climatica del Sistema Terra registrata nelle rocce possa essere altamente informativa e talora essenziale per la comprensione della dinamica climatica in atto oggi e quella dei prossimi decenni/secoli".

Il link allo studio pubblicato su Nature Communications

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