Da alcuni decenni la lingua della politica italiana è stata oggetto di un’ampia e per certi aspetti sistematica indagine. Alla fine degli anni Novanta gli studiosi hanno descritto un panorama in forte movimento, caratterizzato dal progressivo abbandono dei moduli tradizionali di comunicazione.
Nel suo volume Michele Cortelazzo, portando uno sguardo sulla situazione attuale dell’italiano in politica, nota che «la XVII legislatura (2013-2018) ha visto l’affermazione di quello che si può definire “socialese”, cioè un lessico adatto alla diffusione attraverso i social network, che accarezza, e spesso fomenta, le consuetudini più deteriori della comunicazione».
Incontro BookCity 2025 con Michele Cortelazzo (Università degli Studi di Padova), Michela Dota (Università degli Studi di Milano), Elena Felicani (Fondazione Verga di Catania - Università degli Studi di Milano), Matteo Grassano (Università degli Studi di Bergamo), Giuseppe Polimeni (Università degli Studi di Milano).