Pubblicato il: 23/04/2024
Immagine tratta da Pixabay

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Il modo in cui si conduce e si comunica la ricerca deve cambiare. Le informazioni devono essere accessibili, trasparenti e libere di circolare. Sono questi i principi contenuti nella Dichiarazione di Barcellona che vede l’Università Statale di Milano tra i primi firmatari italiani insieme all’Università di Bologna, e fra gli atenei europei alla Sorbona, all’Università di Leiden, di Barcellona, di Amsterdam, di Paris-Saclay e anche la ANR - Agence nationale de la recherche-francese.

Ad oggi sono 30 le istituzioni che hanno aderito e che si impegnano a rendere le informazioni sulla ricerca accessibili e aperte.Poter contare su informazioni aperte sulla ricerca consente di fare scelte politiche in materie scientifiche basate su prove e dati trasparenti. Troppo spesso, infatti, le informazioni rimangono chiuse all’interno di infrastrutture regolate da logiche di lucro che impongono severe restrizioni sulla circolazione dei dati” si legge nel documento. 

Sono quattro le azioni concrete promosse dalla Dichiarazione e che i firmatari intendono portare avanti: produrre informazioni aperte, rendendo l’open research la norma, utilizzare fonti aperte per la descrizione delle attività di ricerca, promuovere la sostenibilità delle infrastrutture che garantiscono informazioni aperte sulla ricerca, sostenere l’azione collettiva per accelerare la transizione all’apertura delle informazioni di ricerca. 

Azioni che l’Università Statale sta già mettendo in atto da tempo, in modo che le informazioni che riguardano la ricerca siano facili da comprendere, gestire e analizzare, per garantirne trasparenza e riproducibilità: è dal 2005 che si raccolgono i dati sulle pubblicazioni scientifiche attraverso l’archivio istituzionale e dal 2023 i metadati sono resi disponibili in modalità open data sul portale di Regione Lombardia. Dal 2016 si raccolgono i dati sulle APC (Article processing charges) pagate per la pubblicazione degli articoli ad accesso aperto e sono pubblicati sul portale open APC, e, infine, dal 2017 vengono pubblicati i report sullo stato dell’arte della scienza aperta in ateneo e sono disponibili a chiunque i dati sulle pubblicazioni Open Access con la possibilità di confrontarli con il totale delle pubblicazioni (unica università italiana a farlo).

Contatti

  • Paola Galimberti
    Direzione Performance, Assicurazione Qualità, Valutazione e Politiche di Open Science