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I vitellini nati dal progetto INNOVA
Sono quattro vitelli di razza Varzese-Ottonese-Tortonese (VOT), frutto di tecnologie avanzate di riproduzione assistita, il risultato tangibile del progetto R-INNOVA, seconda fase del progetto INNOVA, guidato dall’Università Statale di Milano, coordinato da Alberto Maria Luciano, docente del dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali. Il progetto ha promosso la conservazione delle risorse genetiche della razza bovina VOT, unica razza bovina autoctona originaria della Lombardia, rappresentata da meno di 900 animali su tutto il territorio nazionale e pertanto considerata dalla FAO a rischio di estinzione.
Il progetto, sviluppato nella sua prima fase nel triennio 2019-2022 grazie al finanziamento del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 di Regione Lombardia, ha avuto come principale esito la crionservazione di 120 frammenti di tessuto ovarico, 35 ovociti e 142 embrioni per la costituzione di una criobanca di risorse genetiche femminili. Attraverso un approccio innovativo, le potenzialità riproduttive di 27 bovine VOT sono state salvaguardate intervenendo in allevamento (in vivo) o a seguito di salvataggio genetico (ex vivo), grazie alla collaborazione di Università Statale di Milano con il Centro AVANTEA srl, allevatori e associazione di razza ANABoRaRe, oltre al coinvolgimento del IBBA-CNR in qualità di partner.
La seconda fase del progetto, denominata R-INNOVA, conclusasi a fine 2024, ha avuto invece l’obiettivo di valutare l’efficacia del trasferimento degli embrioni prodotti in vitro e crioconservati, in riceventi di altre razze bovine ad ampia diffusione. A gennaio 2025 sono quindi nati i quattro vitelli di razza VOT, con il trasferimento di 6 embrioni in riceventi di razza Frisona messe a disposizione da AVANTEA srl, bovine che hanno avuto il ruolo di madri surrogate per dimostrare che esiste la possibilità di ridare vita con la criobanca a esemplari di razza VOT. “Il successo di questo progetto – commenta la dott.ssa Giovanna Lazzari di AVANTEA srl - conferma il ruolo importante delle biotecnologie riproduttive per la salvaguardia delle razze bovine italiane”.
Dalla sinergia delle diverse anime del progetto sono inoltre emerse considerazioni fondamentali riguardo la conservazione consapevole delle risorse genetiche zootecniche, ed il ruolo essenziale del consumatore che con la scelta informata di prodotti di origine ‘biodiversa’ può supportare l’impegno degli allevatori nell’essere ‘custodi’ di un patrimonio vivo.
“I Progetti INNOVA e R-INNOVA hanno posto le basi per un modello d’intervento per le specie zootecniche – spiega il professor Alberto Maria Luciano - adottando metodi sino ad ora utilizzati per la conservazione di altre specie animali selvatiche a rischio di estinzione, come il rinoceronte bianco del Nord, offrendo l’opportunità di espandere la popolazione di razza VOT presente sul territorio nazionale e ‘resuscitare’ la razza qualora dovesse estinguersi. La criobanca si configura come uno strumento per la conservazione a lungo termine e a 360 gradi del patrimonio genetico, di questa come anche di altre razze e specie, da estendere come un paradigma per contrastare la rapida perdita di diversità genetica e affrontare le sfide poste dalla crisi climatica e ambientale che stiamo attraversando”.
Contatti
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Alberto Maria Luciano
Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali
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