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Donna che fa jogging - foto di roxanawilliams1920 da Pixabay
Un nuovo studio internazionale svela un inedito meccanismo attraverso cui l’esercizio fisico intenso influisce sulla distribuzione degli ormoni nell’organismo. La ricerca, guidata da Aurelio Lorico della Touro University Nevada e realizzata con la partecipazione di Giulio Vistoli, docente di Chimica farmaceutica, e Serena Vittorio, assegnista del dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università Statale di Milano è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Al centro dello studio c’è la proopiomelanocortina (POMC), un importante precursore ormonale da cui derivano molecole fondamentali per il funzionamento dell’organismo, tra cui la β-endorfina, coinvolta nella modulazione del dolore, l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), che regola la risposta allo stress, e gli ormoni melanotropi (MSH), responsabili della produzione e del rilascio di melanina.
“Lo studio ha dimostrato che la POMC può legarsi a piccole vescicole extracellulari (sEV), microscopiche particelle presenti nel sangue che fungono da vettori di comunicazione tra le cellule. L’analisi del plasma di adulti sani, effettuata prima e dopo sessioni di esercizio fisico intenso, ha rivelato che la frazione di POMC associata alle sEV aumentava di circa quattro volte dopo l’attività fisica, nonostante le concentrazioni totali di POMC e di vescicole nel sangue rimanessero invariate”, spiega Vistoli.
Un importante contributo è arrivato dagli studi di modellistica molecolare condotti da ricercatori e ricercatrici della Statale. Le analisi suggeriscono che l’acidificazione del sangue indotta dallo sforzo fisico provochi un cambiamento conformazionale della POMC, favorendone il legame con i recettori della melanocortina presenti sulla superficie delle vescicole. Dal punto di vista funzionale, l’aggiunta di sEV contenenti POMC a cellule di melanoma B16-F10 ha stimolato la produzione di melanina, in accordo con l’attività biologica degli ormoni MSH. Inoltre, test di laboratorio hanno dimostrato che la POMC associata alle sEV attraversa la barriera emato-encefalica con un’efficienza superiore rispetto alla POMC libera.
Nel complesso, i risultati indicano che l’esercizio fisico intenso promuove un legame pH-dipendente tra la POMC e le sEV circolanti, che agiscono temporaneamente come vere e proprie “navette” per il trasporto degli ormoni nel circolo sanguigno. Questo meccanismo rappresenta una nuova modalità di regolazione endocrina e contribuisce a chiarire come l’attività fisica moduli la distribuzione sistemica e la segnalazione ormonale nell’organismo. La scoperta apre inoltre nuove prospettive di ricerca, offrendo la possibilità di sviluppare metodi per il rilascio mirato di farmaci, in particolare per applicazioni a livello del sistema nervoso centrale.
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