Pubblicato il: 13/07/2023
I docenti Patrizia Riso, Stefano Corsi, Pier Filippo Giuggioli dell'Università degli Studi di Milano alla presentazione di Positive Food.

I docenti Patrizia Riso, Stefano Corsi, Pier Filippo Giuggioli dell'Università degli Studi di Milano alla presentazione di Positive Food.

Sensibilizzare consumatori e consumatrici ad una nutrizione più consapevole, un obiettivo ambizioso a cui le aziende alimentari possono aderire su base volontaria. Il Milan Center for Food Law and Policy - associazione costituita con l'obiettivo di dare seguito ai temi di Expo Milano 2015 -, ha presentato l’etichetta Positive Food realizzata grazie al contributo dell’Università Statale di Milano, che basa la valutazione di un alimento secondo un’ottica multifattoriale, che va oltre al contenuto di informazioni nutrizionali.

Il progetto, sviluppato dall’Ateneo in collaborazione con la Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri, è una novità nel panorama alimentare mondiale. L’etichetta si basa su quattro indici: ambiente, persone, filiera, nutrizione. Ciascun indice prevede un sistema di punteggio (da 0 a 5), che restituisce un valore complessivo corrispondente alla sostenibilità del prodotto e della filiera. Chi acquista il prodotto può così essere consapevole, oltre che del contributo nutrizionale, anche dell’impatto ambientale, sociale ed economico che caratterizza la filiera degli alimenti. Si tratta di fattori legati alle politiche aziendali: una delle ricadute sul settore è che si inneschi un sistema virtuoso che stimoli le aziende a implementare le proprie strategie di sostenibilità.

Pier Filippo Giuggioli, docente presso il dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Sovranazionale della Statale e responsabile del progetto per il Milan Center for Food Law and Policy commenta: “Siamo orgogliosi di presentare il progetto Positive Food (…), dal 2015, subito dopo l’esperienza di Expo, lavoriamo costantemente per garantire la tutela del diritto al cibo, che deve essere qualitativamente adeguato per tutti. L’equità e la tutela del diritto nei sistemi alimentari sono temi cruciali, da cui dipende gran parte del benessere del singolo individuo. Inoltre, il Centro si impegna per certificare con credibilità ogni prodotto che viene offerto al consumatore, rendendo quest’ultimo il più informato possibile. Siamo sicuri che questo sia solo l’inizio di una rivoluzione dell’educazione alimentare”.

L'etichetta di Positive Food.

L'etichetta di Positive Food.

Il modello di etichettatura Positive Food è un indice composito che fornisce un punteggio sintetico relativo alla qualità dei prodotti alimentari secondo una logica olistica e multidisciplinare - precisa Stefano Corsi, coordinatore scientifico del progetto Positive Food e docente presso il dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia della Statale - I sistemi di informazione presenti oggi sul mercato forniscono notizie parziali, di regola limitate al dato nutrizionale, cioè all’apporto calorico, al quantitativo di grassi, proteine, carboidrati e sale. Nessuno di questi sistemi, tuttavia, fornisce informazioni circa la sostenibilità della filiera e dei relativi prodotti agroalimentari. Positive Food rappresenta la prima etichettatura di sostenibilità per i prodotti alimentari, (…) in tal modo, si compiono scelte alimentari consapevoli e sostenibili, garantendo un’adeguata informazione sul grado di rispetto che la filiera e i prodotti assicurano alla biodiversità, agli ecosistemi, allo sviluppo rurale, all’innovazione sociale, alla tutela dei piccoli agricoltori, ecc. (…) In questa prima fase di lavoro è stata effettuata un’analisi sul comparto dei prodotti lattiero-caseari”.

Per la strutturazione degli indici hanno lavorato più team interdisciplinari di ricerca dell’Università degli Studi di Milano, coordinati dai docenti Stefano Corsi, Riccardo Guidetti, Daniela Martini e Patrizia Riso, che hanno sviluppato una metodologia multi-criteriale su più livelli, trasparente e plausibilmente più comprensibile dal consumatore. 

Nello specifico, il punteggio Positive Food è la media dei quattro indici:
Ambiente: chiarisce quanti e quali processi interessano un prodotto in relazione al mondo circostante;
Persone: evidenzia il benessere di lavoratori e lavoratrici ed è sinonimo di sostenibilità economica e sociale, fa l’analisi di criteri come innovazione sociale, equity & inclusion, occupazione e parità di genere; 
Filiera: fornisce una panoramica completa degli impatti sociali, delle opportunità e delle sfide della produzione alimentare, come una vera e propria fotografia di un prodotto alimentare;
Nutrienti: descrive un prodotto alimentare al 100%, elencandone i suoi valori nutrizionali.

L’etichetta incorporerà inoltre un QR Code che condurrà ad un report ospitato sul sito Positive Food in cui si potranno leggere e analizzare i dati, la metodologia e i risultati parziali, al fine di garantire la massima trasparenza e replicabilità del modello. Positive Food è un marchio di certificazione, cioè indica che i prodotti recanti il marchio sono conformi alle prescrizioni predefinite e controllate sotto la responsabilità del titolare del marchio, indipendentemente dall’identità dell’impresa che effettivamente lo utilizza.

Contatti

  • Pier Filippo Giuggioli
    Dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Sovranazionale

  • Stefano Corsi
    Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia