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Presentazione Prato Valentino 2050.
Sono 133 gli impianti sciistici dismessi in Italia negli ultimi cinque anni, passando da 132 nel 2020 a 265 nel 2025, secondo il report di Legambiente Nevediversa del 2025. L’impatto del cambiamento climatico e le incertezze legate alle precipitazioni nevose sono le principali cause della chiusura degli impianti sciistici di media montagna (1200 e i 1800 metri di quota) con cui devono fare i conti le comunità montane, che hanno di fronte la sfida di dover implementare percorsi di transizione e strategie per sviluppare un “turismo 4 stagioni”, diversificando l’offerta e tenendo presente l’impatto di un nuovo modello di sviluppo sull’ecosistema.
Scenario simile condiviso anche dalle Alpi svizzere e francesi, dove sono stati abbandonati 101 impianti in Francia, e oltre 55 skilift e funivie risultano dismesse in Svizzera, secondo il report di Mountain Wilderness Francia.
A partire da queste riflessioni e dalla constatazione della crisi del tradizionale” turismo da neve”, l’Università della Montagna (UNIMONT), polo di Edolo dell’Università Statale, è impegnata in due progetti che supportano le comunità montane: il progetto europeo Interreg Spazio Alpino – TranStat nelle località sciistiche di Maniva e della Valmalenco e Prato Valentino 2050.
L’evoluzione dei comprensori sciistici non può avvenire con soluzioni standardizzate ma “deve partire dalla valorizzazione delle peculiarità ambientali, culturali e sociali di ciascun territorio - spiega Anna Giorgi, responsabile del Polo di UNIMONT di Edolo - In questo percorso, il coinvolgimento attivo delle comunità locali diventa strumento essenziale per costruire nuove opportunità nelle aree montane, promuovendo modelli di sviluppo sostenibile e condiviso, dove conoscenza e competenza si traducono in eccellenza”.
Living Lab Maniva.
Entrambi i progetti, con azioni diverse, mirano a coinvolgere tutti gli attori del territorio montano: gli abitanti, i turisti, proprietari di seconde case e gli imprenditori. L’approccio di UNIMONT consiste nel procedere per step. Questi i punti in comune dei due progetti:
In particolare, TranStat lavora in aree alpine pilota di diversi Paesi, tra cui Italia (Maniva e Valmalenco), attivando Living Lab, laboratori partecipativi dove attori locali co-progettano strategie di adattamento al cambiamento climatico. Un documento di raccomandazioni politiche, già discusso a livello regionale e che sarà presentato a Bruxelles, è il frutto della collaborazione degli attori locali.
Allo stesso modo il progetto Prato Valentino 2050, condotto da UNIMONT in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano Bicocca e l’Associazione Val.Te.Mo, finanziato da Fondazione Cariplo, vuole delineare uno scenario di sviluppo alternativo per il comprensorio di Prato Valentino, nel comune di Teglio (SO), costruendo una visione condivisa con la comunità per un futuro del territorio. In autunno si svolgerà una camminata collettiva per mappare gli scenari desiderati dai partecipanti, avviando, così, la campagna di co-progettazione.
Attualmente il progetto Prato Valentino, avviato nel 2025, è in fase di raccolta dati grazie anche all’utilizzo di un questionario rivolto agli abitanti, turisti e proprietari di seconde case che vivono e conoscono il territorio di Teglio.
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